Case di riposo, lavoratori ancora senza salari

3 Giugno 2022

I sindacati tornano a protestare e il consigliere regionale Pepe sollecita interventi

TERAMO. I sindacati tornano a denunciare il mancato pagamento degli stipendi nelle case di riposo di Teramo e Nereto. «Ai dipendenti della cooperativa Polis e della Pap che lavorano nelle case di riposo De Benedictis di Teramo e Rozzi di Nereto non è stato pagato lo stipendio relativo ad aprile 2022 per quanto riguarda i primi e relativi a febbraio 2022 per quanto riguarda i secondi», si legge in una nota delle segreterie provinciali di Fp Cgil, Filcams Cgil, Cisl Fisascat, Uil Fpl, «il tempo dei proclami è finito, non riteniamo più opportuno partecipare a riunioni in cui ci vengono raccontati i progetti futuri e non viene datanessuna soluzione rispetto alla problematica degli stipendi delle lavoratrici e dei lavoratori. Se nel futuro immediato non si vedranno soluzioni, vista come più volte ribadito dal commissario, l'intenzione di risolvere il problema, invieremo direttamente alla Asp1 le rate di mutui e bollette che tante lavoratrici e lavoratori non riescono a pagare da mesi. Quindi buona festa della Repubblica a quanti rappresentano le istituzioni che costituiscono la Repubblica e che sono componenti l’assemblea di portatori di interesse della Asp».
E sulla questione, con una nota, interviene anche il consigliere regionale del Pd Dino Pepe. «Lavoratori e sindacati manifestano davanti ai cancelli della De Benedictis per una situazione che non è più tollerabile», scrive, «senza stipendio, spesso da mesi, e con un quadro economico e finanziario dell'azienda sempre più compromesso, nonostante i cambi al vertice e i commissariamenti operati dalla Giunta Marsilio».
E così conclude: «Ora gli interventi non sono più rinviabili. Da mesi chiedo di discutere dello stato di salute dell’Asp1, da mesi non ottengo risposta, nessuna azione concreta è venuta dal centro destra regionale e persino la risoluzione da me proposta, di sostegno e indennizzo ai lavoratori delle case di riposo che hanno affrontato la delicata fase pandemica, poi approvata all’unanimità l'8 febbraio in Commissione, è stata mai tradotta in provvedimenti concreti. Tanto meno le promesse milionarie fatte a suon di conferenze stampa sono state mantenute: dei tre milioni destinati all’Asp1, annunciati e sbandierati a più riprese dall’ assessore Pietro Quaresimale, ormai 10 mesi fa, questi lavoratori non hanno visto un centesimo».
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