Case di riposo, è guerra di cifre: «Il mega debito si può saldare»

Canzio (Asp1) a Regione e istituzioni: «Le idee per bloccare le perdite ci sono, ma bisogna muoversi» Nel piano di rientro previsti attivazione di nuovi posti e ristoro per mancato adeguamento delle tariffe
TERAMO . «Nulla è perso, ma bisogna muoversi». In queste parole il commissario dell’Asp1 Roberto Canzio concentra le prospettive di salvezza dell’azienda regionale che gestisce le case di riposo di Teramo, Civitella e Nereto. Debiti e tensioni sindacali per gli stipendi non pagati a circa 200 dipendenti non cancellano il fatto, secondo lui, «che in tre mesi abbiamo stilato un piano di rientro con idee e un percorso chiari». Sul groppone l’Asp1 si ritrova un debito accertato, «maturato tra il 2015 e il 2019», di 12 milioni di euro. «Questo è il punto da cui partire», evidenzia Canzio, «ma il problema è sanare la perdita corrente, che si produce ogni anno e che ammonta a due milioni di euro». Per farlo vanno incrementate le entrate. «Nel 2018, ad esempio sono stati autorizzati dalla Regione cento nuovi posti, per i quali verrebbe riconosciuto il pagamento della tariffa», sottolinea Canzio, «l’incasso potrebbe essere immediato per 35 posti nella casa di riposo di Teramo e per 16 a Nereto. Per la struttura vibratiana resta un ostacolo burocratico, sebbene facilmente superabili, ma se consideriamo anche solo la De Benedictis, l’Asp1 avrebbe in cassa subito 452mila l’anno in più». C’è poi la questione dell’adeguamento tariffario fermo agli indici Istat del 2002. «L’incremento dovrebbe essere di 14 euro al giorno, ma abbiamo chiesto un semplice ristoro rispetto al danno subìto finora, che si concretizza in una quota da qui in avanti di sei euro per i 215 posti convenzionati con la Regione», rileva il commissario, «il totale sarebbe di 470mila euro in più l’anno, a cui andrebbero aggiunti ulteriori 77mila euro per i 35 posti immediatamente accreditabili a Teramo. Una parte di aumento verrebbe chiesta anche agli ospiti: abbiamo considerato quattro euro per 300 posti che sommano 438mila euro». Va considerato, inoltre, che rispetto ai 383 posti disponibili, ne abbiamo occupati attualmente 303: ce ne sono 80 liberi che finora sono rimasti tali per le restrizioni imposte dal Covid. All’Asp1 frutterebbero un milione e la stessa cifra si ricaverebbe, a regime, dall’attivazione dei rimanenti 65 posti già autorizzati. «Solo queste sommano 3,4 milioni che poterebbero il bilancio in atttivo e con la valorizzazione del patrimonio e l’efficientamento energetico ci darebbero un ampio margine per risanare i conti».
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