Case di via Longo: partita l’operazione per recuperarle

Rimossi i rifiuti e pulite le aree verdi. Incarico a un tecnico per verificare quanti alloggi possono essere riassegnati
TERAMO. Tra venerdì e la mattinata di ieri ci sono stati degli interventi di pulizia in via Longo. Gli operai della Team si sono occupati della pulizia delle aree verdi, della rimozione di erbacce e rifiuti (anche sui balconi) e dello smaltimento di materiale di risulta presente all'interno degli appartamenti disabitati delle case comunali sgomberate anni fa. Si tratta del primo passo del Comune per tentare di riutilizzare gli alloggi assegnandoli a famiglie bisognose ed evitare che diventino rifugio di disperati e delinquenti. «Abbiamo dato l'incarico a un ingegnere impiantista di verificare quali alloggi sono assegnabili», annuncia l'assessore alle manutenzioni Valdo Di Bonaventura, «oltre a controllare in che stato sono le caldaie e gli impianti di energia elettrica. Vogliamo individuare quanti sono gli appartamenti che è possibile rendere agibili con piccoli interventi. Inoltre stiamo valutando come fare per procedere alla chiusura dei piani bassi delle palazzine e impedire, come purtroppo è già successo, che ci si possa introdurre abusivamente al loro interno».
La situazione difficile delle palazzine di via Longo è tornata alla ribalta un mese e mezzo fa, quando in uno degli alloggi abbandonati la 44enne teramana Alessia Sardella è stata uccisa dalle esalazioni di monossido provenienti da un braciere di fortuna insieme al 26enne gambiano Ablie Ceesay. Gli esponenti della Casa del Popolo, dopo la morte dei due giovani, avevano convocato un'assemblea pubblica per chiedere alle istituzioni interventi immediati e fatti concreti per via Longo. Le operazioni di pulizia effettuate tra venerdì e ieri dimostrano che il Comune intende affrontare la problematica di via Longo. L’area è al centro di una nuova progettualità da parte dell'amministrazione D'Alberto dopo la mancata attuazione del piano di housing sociale tentato dalla giunta Brucchi. L'amministrazione D'Alberto ha infatti predisposto un progetto che prevede l'abbattimento di quattro delle sei palazzine esistenti, la loro ricostruzione ex novo e la ristrutturazione delle altre due. Il progetto, da 15 milioni, è stato ritenuto meritevole di finanziamento con fondi Pnrr.
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