Case estive affittate in nero, 20 denunce

Evase tasse per 110mila euro. I controlli delle Fiamme gialle sono scattati a Giulianova, Alba Adriatica e Tortoreto
TERAMO. C’è il proprietario di case residente all’estero che per cinque anni ha affittato quattro immobili sottraendo al fisco 75mila euro di incassi e c’è quello dei prezzi stracciati «purchè facciamo tutto senza contratto»: è lo specchio dell’Italia dei furbi e delle regole da aggirare sempre e comunque quello in cui si riflette la maxi operazione della guardia di finanza sugli affitti estivi in nero sulla costa teramana.
Decine di controlli, incrociati con una serrata attività di vigilanza sul territorio, che in poco più di due mesi hanno permesso di scovare venti proprietari fuorilegge di seconde o terze case tra Giulianova, Alba Adriatica e Tortoreto. Un giro d’affari che sfugge alle maglie del fisco, svincolato da ogni normativa e regola . Il che, ha calcolato la Finanza, sulla costa teramana ha significato 110mila euro di redditi sottratti a tassazione.
L’operazione della compagnia della guardia di finanza di Giulianova, guidata dal capitano Sara Venturoni, rientra nell’ambito di una più vasta attività decisa dal comando provinciale agli ordini del tenente colonnello Paolo Balzano. Soprattutto dopo che l’anno scorso, con la circolare numero 24/E, l'Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti sulla nuova disciplina delle locazioni brevi, la cosiddetta legge Airbnb. Il provvedimento, tra le altre cose, fa il punto della situazione sui contratti ai quali si applica la nuova disciplina, sugli attori coinvolti, su chi deve effettuare le ritenute e le comunicazioni dei dati relativi ai contratti e sulle sanzioni per i mancati adempimenti. Partendo da un dato: sono da considerarsi locazioni brevi quelle di durata inferiore a 30 giorni.
L’obbligo di registrare anche i contratti sotto i 30 giorni garantisce parità di condizioni normative, in un settore dove, evidentemente, l’evasione è la regola. Tutto, naturalmente, a scapito di chi, invece, le tasse le paga.
Grazie ai controlli sul territorio e direttamente nelle abitazioni dove si trovano gli inquilini, nel mirino della Finanza sono finiti diversi proprietari di immobili a tutti gli effetti evasori totali. Secondo le Fiamme gialle l’accordo con l’affittuario non veniva registrato e il compenso era completamente in nero. In alcuni casi, invece, i proprietari dell’immobile d’intesa con l’inquilino hanno fatto figurare sul contratto un importo più basso, ovviamente per versare meno tasse all’Erario, mentre la restante parte dei soldi è stata consegnata in contanti. Le indagini, partite a giugno, in parte sono nate anche da diverse segnalazioni arrivate proprio da chi non ha accettato contratti in nero. «Il contrasto al sommerso e all’evasione fiscale», si legge in una nota della Finanza, «costituisce una linea d’azione fondamentale nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria del Corpo, non solo per i profili strettamente connessi al recupero dei tributi sottratti al bilancio dello Stato e degli enti locali, ma anche perché consente di arginare la diffusione dell’abusivismo nel sistema economico, a tutela di coloro che operano nella piena e completa osservanza della legge e le cui prospettive di sviluppo sul mercato sono seriamente compromesse da chi svolge attività in nero».
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