Case inagibili, servono aiuti dal governo

3 Dicembre 2014

Frana di Mosciano, i fondi per ricostruire gli edifici arriveranno solo all’esito finale delle perizie

MOSCIANO. La delocalizzazione delle case lesionate dalla frana è legata allo stanziamento di fondi da parte del governo e, in seguito, della Regione. Il Comune di Mosciano, infatti, non ha individuato un'area nella quale le abitazioni potrebbero essere ricostruite, perché non ancora si sa se e quando le costruzioni verranno edificate ex novo. A confermarlo è il sindaco Giuliano Galiffi, all'indomani della visita, in contrada Marina, del capo della Protezione civile Franco Gabrielli e del governatore Luciano D'Alfonso.

Gabrielli aveva confermato come l'unico provvedimento possibile da adottare per fare fronte alla frana di via Pescara fosse quello della delocalizzazione delle tre abitazioni gravemente danneggiate dall'evento calamitoso dello scorso gennaio. Ma, finché non verranno concluse le perizie sul territorio e le indagini sull'accaduto effettuate da tecnici e geologi, non sarà possibile adottare misure finalizzate a dare risposte alle 5 famiglie sgomberate.

«Non abbiamo individuato un'area per la delocalizzazione perché bisogna ancora definire diversi aspetti dell'accaduto», dichiara Galiffi, «gli sfollati potrebbero anche ricevere fondi per comprare altrove una nuova casa, ma prima di saperlo con certezza dovremo attendere l'esito finale delle perizie ed il successivo stanziamento di fondi da parte dello Stato». In occasione della visita a Mosciano di Gabrielli, Galiffi ed i rappresentanti dell'amministrazione comunale hanno ribadito la necessità di intervenire per arginare l'eventuale avanzamento della frana, che metterebbe a rischio le altre abitazioni e attività di contrada Marina. A tal proposito, il Comune stima come sarebbero necessari circa 8 milioni per effettuare i lavori di riqualificazione della collina franata. (s.p.)

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