Case per sfollati, priorità a chi sta in hotel

20 Aprile 2019

Il sindaco ha incontrato la Protezione civile: «Dev’essere una soluzione transitoria, la prima cosa è la ricostruzione»

TERAMO . Gli sfollati che hanno case inagibili classificate E, quindi con danni gravi, e si trovano tutt’ora in albergo saranno i primi. A loro verrà rivolta prioritariamente l’assegnazione degli alloggi acquistati dalla Regione per l’emergenza sisma. L’affidamento avverrà su base volontaria, almeno in una prima fase, dietro presentazione di un’apposita domanda. Sono questi i principali chiarimenti ottenuti ieri all’Aquila dal sindaco Gianguido D’Alberto nell’incontro con la Protezione civile dedicato all’iniziativa che ha suscitato preoccupazione e contrarietà da parte di tanti cittadini rimasti senza casa, che temono che le nuove destinazioni diventino definitive. Le indicazioni, hanno chiarito i tecnici, traducono in pratica le finalità dell’iniziativa avviata dalla Regione: restituire una casa agli sfollati per i quali si prevedono tempi lunghi di ripristino delle loro abitazioni lesionate, ripopolare aree urbane dopo il parziale svuotamento seguito ai terremoti di fine 2016 e inizio 2017 e soprattutto ridurre l’impatto economico dei contributi di autonoma sistemazione.
A disposizione sul territorio teramano ci saranno 150 alloggi, non tutti immediatamente pronti. Alcuni, stando ai dati raccolti ieri dal sindaco, richiederanno interventi di completamento o adeguamento, ma il Cor, il centro operativo regionale che fa capo alla Protezione civile, punta ad assegnare il prima possibile quelli già occupabili. «In avvio l’affidamento passerà attraverso la presentazione volontaria delle domande per le case disponibili da parte dei cittadini che hanno i requisiti previsti», conferma D’Alberto, «ma l’obiettivo resta quello di utilizzare tutti gli alloggi acquistati». Ulteriori chiarimenti saranno chiesti dal sindaco su altre possibili priorità nell’assegnazione a inquilini Ater, affittuari o proprietari di abitazioni private. «Proseguirà anche il dialogo con i comitati civici», assicura D’Alberto, che anche nella riunione di ieri ha rilanciato i timori espressi dai cittadini, in particolare nell’incontro a Colleatterrato, sulla natura dell’iniziativa. «La preoccupazione resta», osserva il sindaco che non ha mai nascosto le proprie perplessità sull’operazione, «ma deve essere sempre chiaro che si tratta di una soluzione transitoria, dovuta all’emergenza e subordinata alla ricostruzione, vero obiettivo da perseguire con grande forza».
Tutt’ora il ripristino delle abitazioni inagibili viaggia a scartamento ridotto e per D’Alberto deve cambiare ritmo anche per dare senso alle assegnazioni delle case acquistate dalla Regione. «Queste non possono diventare soluzioni definitive», ribadisce il primo cittadino, «la ricostruzione deve accelerare e dev’essere così nei fatti, soprattutto per zone come Colleatterrato che hanno subìto un grave spopolamento». Una spinta decisiva in questo senso potrebbe arrivare con il varo del decreto “sblocca cantieri” che inciderà anche sulle norme riguardanti il sisma del Centro Italia. «L’apertura dell’iter parlamentare di conversione del provvedimento», sottolinea D’Alberto, «è l’occasione per introdurre elementi fondamentali per rendere efficace la ricostruzione». Il sindaco ricorda le misure necessarie: semplificazione delle procedure per gli interventi pubblici e passaggio ai Comuni delle competenze sugli edifici privati con danni non gravi con relativo rafforzamento degli organici. «Questo è l’ultimo decreto per il sisma del Centro Italia», osserva il sindaco, «si tratta di un’occasione da non perdere».
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