Case popolari, 500 domande bloccate

Il sindacato degli inquilini Sicet accusa i ritardi della Regione e chiede l’intervento di D’Alfonso
TERAMO. «Le graduatorie per l’assegnazione di alloggi popolari alle famiglie più disagiate sono state ingiustamente bloccate dalla stessa Regione». La denuncia parte da Antonio Di Berardo, segretario provinciale del Sicet, sindacato degli inqulini che aderisce alla Cisl. «Grandi quantità di concorrenti su tutto il territorio teramano grazie ai bandi di concorso, regolarmente in graduatoria, attendono da tre mesi le liste che i Comuni avrebbero dovuto pubblicare con i rispettivi punteggi», afferma, «ma la commissione provinciale alloggi con sede all’Ater non è in grado di andare avanti». Manca il presidente dell'organismo, per cui secondo Di Berardo oltre mille aspiranti assegnatari sono in attesa di risposta e più di 500 domande restano inevase. Il vicesegretario della commissione alloggi Gabriele Rastelli, fa sapere il sindacalista, il 2 dicembre ha chiesto all’Ater l'autorizzazione a esaminare le pratiche per lo smaltimento delle graduatorie. «A tutt’oggi però non è pervenuta alcuna risposta», osserva il presidente del Sicet, «e l’emergenza abitativa è alta tale da far aumentare le liste di attesa». Di Berardo chiede come sia possibile tenere le graduatorie bloccate per mesi e ricorda che circa dieci comuni hanno sollecitato l’intervento del governatore Luciano D’Alfonso per la nomina del nuovo presidente. «Sarà interessante capire le ragioni che hanno determinato questo lungo stop che snatura la funzione dell'edilizia pubblica», afferma il sindacalista, «abbiamo chiesto all’amministratore unico dell'Ater Armando Rampini, ma la risposta è stata vaga, insoddisfacente e incompleta, espressione ben visibile che la presenza del sindacato era di troppo».
L’aspetto secondo Di Berardo «più eclatante» è la scarsa disponibilità del responsabile dell’azienda di gestione delle case popolari a ricevere il pubblico. «Una riflessione va fatta», insiste il sindacalista, «ma quanto ci costa a noi cittadini avere un amministratore unico dell'Ater, che è un funzionario della Regione, poco presente e non disponibile con i cittadini?». Il Sicet chiede dunque un intervento immediato da parte di D'Alfonso per risolvere la situazione. (g.d.m.)
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