Case popolari, bloccate le graduatorie

19 Gennaio 2016

Di Bonaventura e D’Alberto accusano il Comune: tutto fermo a causa del progetto di housing sociale

TERAMO. L'emergenza abitativa scatena critiche nei confronti dell'amministrazione comunale. A muoverle sono l'ex consigliere Valdo Di Bonaventura e il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto secondo i quali dal 2012 l'ente non assegna alloggi alle famiglie in difficoltà e ha di fatto bloccato le graduatorie. Per entrambi questa è la conseguenza negativa del progetto di housing sociale che interessa le palazzine popolari di via Longo da demolire e ricostruire per fare spazio a nuovi appartamenti da affittare a canone concordato.

«Sono trascorsi quattro anni e di quell’iniziativa ancora nessuna traccia se non dal punto di vista progettuale», sottolinea Di Bonaventura, «ma e le sofferenze di tante famiglie stanno aumentano in maniera esponenziale». Il progetto tra l'altro, a detta dell'ex consigliere, ridurrà la disponibilità di alloggi per le emergenze. Di Bonaventura cita i casi, portati all'attenzione del sindaco Maurizio Brucchi, di due famiglie sfrattate che rischiano di restare senza casa da un giorno all'altro. «Non è più tempo di attendere», avverte l'ex consigliere, «ai casi più urgenti va dato una risposta immediata, aiutiamo queste famiglie prima che sia troppo tardi». Gli fa eco D'Alberto secondo cui «è assolutamente inaccettabile la scelta dell'amministrazione che senza una scadenza certa ha sospeso l’aggiornamento delle graduatorie, impedendo di fatto ai numerosi cittadini che vivono la drammatica situazione dell’emergenza abitativa sulla loro pelle di sperare di ottenere una casa dove poter vivere dignitosamente».

Il problema è stato posto dal capogruppo del Pd anche nel corso dell'ultimo consiglio comunale ma secondo lui «non convince la risposta balbettante e imbarazzante» della giunta che ha motivato il blocco delle assegnazioni con l'avvio del progetto di housing sociale. «Va ricordato infatti», evidenzia il consigliere, «che nella sciagurata previsione iniziale dell'amministrazione Brucchi il piano di mobilità delle famiglie di via Longo doveva essere concluso entro la fine del 2013». I tempi dell'operazione dunque sono saltati, tiene a precisare D'Alberto, con conseguenze drammatiche non solo per gli inquilini delle palazzine da abbattere e ricostruire ma anche per le famiglie che non possono neppure iscriversi alle graduatoria per l'emergenza. «Ad oggi», conclude, «abbiamo almeno un centinaio di richieste congelate». (g.d.m.)

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