Case popolari, il Sicet chiede una modifica della legge
TERAMO. Il Sicet, il sindacato inquilini, case e territorio, torna a chiedere chiarimenti dopo l’approvazione di una nuova legge regionale in materia di edilizia residenziale pubblica che ridefinisce...
TERAMO. Il Sicet, il sindacato inquilini, case e territorio, torna a chiedere chiarimenti dopo l’approvazione di una nuova legge regionale in materia di edilizia residenziale pubblica che ridefinisce l’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare.
Scrive in una nota il responsabile provinciale Antonio Di Berardo: «La norma prevede l’assegnazione a chi ha la cittadinanza italiana e per i cittadini stranieri che hanno regolare residenza da almeno dieci anni consecutivi nel territorio nazionale. Registriamo l’ennesima tattica che serve solo a istigare una guerra tra poveri. La corte Costituzionale ha bocciato per illegittimità costituzionale l’articolo 4 comma 1 della legge sull’edilizia popolare della Regione Liguria, che prevedeva per i cittadini stranieri il requisito della residenza da almeno 10 anni consecutivi nel territorio nazionale per poter partecipare all’assegnazione di alloggi Erp». Il Sicet nella nota chiede alla Regione Abruzzo «di modificare la legge regionale 96 del 1996 riguardante i requisiti oggettivi e soggettivi per i punteggi relativi alle condizioni previsti dagli articoli 2, articolo 8 e 13».
Secondo il sindacato «le case attualmente a disposizione sono poche e non riescono a soddisfare la domanda crescente dovuta all’incremento dei cittadini in emergenza abitativa. Siamo invece convinti che la politica ha il compito di garantire investimenti per rilanciare l’edilizia residenziale pubblica, anche richiedendo nuovi fondi nazionali, attingendo con fondi propri e maggiormente a quelli europei per la costruzione di nuovi alloggi che sono ormai fermi da decenni».
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