Case popolari, l’Ufficio speciale porterà avanti i progetti dell’Ater

Parte un’operazione di “soccorso istituzionale” che riguarderà almeno 15 edifici: i tecnici dell’Usr subentrano a quelli dell’Azienda per l’edilizia pubblica, rimasta senza il personale necessario
TERAMO. La cabina di coordinamento sisma di oggi dovrebbe varare una novità significativa per la ricostruzione delle case popolari di Teramo: l’Ufficio speciale per l’Abruzzo, con i suoi tecnici, prenderà in carico e porterà avanti una serie di procedimenti che l’Ater teramana ha avviato, ma che – soprattutto per carenza di personale e in parte per inciampi di natura tecnica e burocratica – non è in grado di portare avanti in tempi rapidi. Ad annunciare questa operazione di “soccorso istituzionale” è stato, a margine della conferenza stampa tenuta lunedì per presentare il progetto di adeguamento sismico della prefettura, il direttore dell’Usr Vincenzo Rivera. Il quale ha certificato pubblicamente i motivi per cui la ricostruzione delle case Ater, che un anno fa sembrava aver preso finalmente un abbrivio felice, si è tristemente arenata nell’anno in corso. Rivera in sintesi ha detto: «Noi ora abbiamo una dotazione significativa di personale, una stazione appaltante interna e dei Rup (responsabili unici del procedimento, ndr) più che esperti, mentre l’Ater ha problemi di personale che si sono acuiti nell’ultimo periodo. Rispetto a qualche tempo fa l’Ater non ha avuto un aumento dei Rup, anzi ne ha persi alcuni che sono andati in pensione ed è praticamente rimasta senza».
Ecco dunque, al di là della propaganda politica sentita fino alle passate elezioni regionali, il reale motivo dello stallo drammatico in cui è piombato il pezzo di ricostruzione che sta più a cuore dei teramani, visto che il grosso degli sfollati della città e della provincia è costituito proprio da inquilini dell’edilizia residenziale pubblica. Se aggiungiamo che la presidente dell’Ater Maria Ceci è in regime di prorogatio da quando si è insediato il nuovo consiglio regionale, il che limita per legge le sue possibilità di azione, e che sa da tempo di dover essere sostituita (all’epoca venne nominata in quota Lega, ora si dà per scontato che l’Ater Teramo toccherà a Fratelli d’Italia), il quadro è chiaro: a Teramo c’è un problema Ater grosso così, al quale l’Ufficio speciale viene chiamato a dare soluzione.
Rivera, al momento, non è in grado di dire quanti e quali edifici popolari affiderà ai suoi ingegneri per portarli alle gare d’appalto. Ha parlato di «una quindicina», aggiungendo però che l’Usr sta verificando se prendere in carico anche quelli dove i contratti sono in via di definizione o solo quelli che hanno avuto degli intoppi, e non nascondendo che «ci sono delle complessità». Si è però ambiziosamente sbilanciato sui tempi, dicendo che nel giro di tre mesi conta di avere i progetti esecutivi per poi procedere agli affidamenti dei lavori e vedere i cantieri partire entro la fine di marzo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

