Case popolari, nuovo esposto

25 Novembre 2014

S. Nicolò, M5S all’attacco sulle abitazioni della zona Peep vendute a caro prezzo

TERAMO. Finirà di nuovo in procura la vicenda degli appartamenti della zona Peep di San Nicolò, realizzati in convenzione con il Comune e assegnati a un prezzo superiore rispetto a quello stabilito.

A firmare l'esposto sarà il capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 stelle Fabio Berardini che ha raccolto la denuncia di un gruppo di soci del consorzio di cooperative Cci casa. «La realizzazione d'immobili in edilizia convenzionata», spiega il consigliere. «prevede che la società costruttrice non paghi la Bucalossi per gli oneri di urbanizzazione ma metta in vendita gli immobili a un prezzo calmierato». Nel caso della zona Peep di San Nicolò la spesa doveva attestarsi su 80mila euro. «Gli appartamenti invece sono stati venduti a prezzo più alto», racconta Antonio Fazzini, uno dei soci acquirenti, «che oscillavano tra 98mila e 108mila euro».

La vicenda, che ha orgine nel 2006, è già stata segnalata in un esposto inviato due anni fa alla procura della Repubblica. «Il pubblico ministero in quel caso ha evidenziato che l'ipotesi reato per truffa», precisa Berardini, «è comunque estinto per sopravvenuta prescrizione». In pratica sarebbe trascorso troppo tempo tra il fatto e la denuncia.

Ma altri appartamenti dello stesso tipo sarebbero stati assegnati anche l'anno scorso senza rispettare i limiti di prezzo previsti dalla convenzione. Berardini, dunque, ritiene che ci siano gli estremi per presentare un ulteriore esposto che la procura esaminerebbe nei tempi giusti per adottare eventuali provvedimenti.

Più in generale, però, sia Fazzini che il capogruppo grillino fanno rilevare la mancanza di verifiche da parte del Comune sul rispetto della convenzione. «Da cinque anni chiediamo che l'amministrazione intervenga per fare chiarezza sulla questione», afferma il socio assegnatario, «ma finora non è stato fatto nulla». Sulla questione sono intervenuti in passato anche altri consiglieri comunali, come l'attuale capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto, sempre però senza alcun esito concreto. I controlli sono stati richiesti da Fazzini e altri soci assegnatari anche due mesi fa ma il risultato non è cambiato. «Sembra che il Comune», afferma il cittadino, «non voglia risolvere questa vicenda».

Berardini, che evidenzia come Cci Casa faccia riferimento a Corrado De Juliis, ex membro del cda della Team nominato dal sindaco Maurizio Brucchi, annuncia oltre all'esposto la presentazione di un'ulteriore interrogazione alla giunta su questo argomento. (g.d.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA