Case private, da completare le relazioni tecniche
Entro maggio saranno pronte tutte le schede Aedes e si potrà partire con la pianificazione degli interventi
TERAMO. L’incontro tra l’Usr Abruzzo e i Comuni del cratere si è parlato anche della ricostruzione delle abitazioni private e dell’alloggiamento degli sfollati. Un passaggio fondamentale per l’inizio della ricostruzione delle abitazioni danneggiate dal sisma è l’ultimazione dei sopralluoghi da parte delle squadre della Protezione civile che sono ancora in atto in molti comuni del cratere. «Entro la fine di maggio verranno redatte tutte le schede Aedes (la relazione tecnica sullo stato degli immobili, ndr) e da qui si può iniziare a pianificare e intervenire sulla ricostruzione privata», ha spiegato il direttore dell’Usr Marcello D’Alberto. Ma c’è il problema degli aggregati (i gruppi di case appoggiate le une alle altre che non possono essere ricostruite singolarmente) e alcuni sindaci, come ha esposto il primo cittadino di Cortino Gabriele Minosse a nome dei suoi colleghi, hanno chiesto a D’Alfonso «una proroga del termine del 18 maggio per l’approvazione in consiglio comunale della perimetrazione degli aggregati danneggiati proprio perché le verifiche ancora non sono state completate». I sindaci hanno anche chiesto al governatore l’armonizzazione delle procedure di ricostruzione per i Comuni che appartengono ai due crateri, quello del 2009 e quello del 2016. «Con Errani stiamo pensando a una norma che faciliti il doppio regime della ricostruzione», ha detto D’Alfonso, il quale, per quanto riguarda gli sfollati, ha specificato che oltre alle procedure in atto per la posa in opera di Sae (soluzioni abitative emergenziali), è stata predisposta «la norma che prevede il riuso dell’invenduto per l’alloggiamento di chi è rimasto senza casa. Stiamo prendendo in considerazione anche l’utilizzo del non usato sull’esistente (le seconde case, ndr) per ridurre al minimo il consumo del suolo con i moduli provvisori. Inoltre c’è la possibilità, entro il dicembre del 2018, di riutilizzare gli edifici pubblici non più in uso per la collocazione intermedia degli sfollati e di metterli a disposizione della comunità quando la ricostruzione privata sarà terminata». I sindaci propensi a questa soluzione, hanno chiesto di velocizzare il recupero delle opere pubbliche per gli sfollati perché molte delle seconde case site nei territori dei loro comuni sono state danneggiate o confinano con abitazioni lesionate. Durante l’incontro sono stati illustrati i criteri per la perimetrazione dei centri e dei nuclei di particolare interesse maggiormente colpiti. Il governatore ha anticipato che ci sarà un nuovo incontro tra i primi cittadini e il commissario alla ricostruzione Errani per «discutere la soluzione dei vari problemi dei 23 comuni interessati». (a.d.f.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

