Casette galleggianti, chiesto il dissequestro

7 Novembre 2020

La società proprietaria delle tre strutture sistemate nel porto ha fatto ricorso al tribunale del Riesame

GIULIANOVA. La proprietà chiede il dissequestro e ricorre al tribunale del Riesame.
I passaggi giudiziari scandiscono un’altra tappa dell’inchiesta sulle casette galleggianti al porto di Giulianova che sono state sequestrate nei giorni scorsi su richiesta della Procura. La proprietà, tramite l’avvocato Guglielmo Marconi, ha presentato richiesta di dissequestro al Riesame e nei prossimi giorni il caso verrà esaminato dai giudici. Le ipotesi di reato contestate dal pm titolare del fascicolo Andrea De Feis sono due: l’abuso edilizio e la violazione dell’articolo 1161 del codice della navigazione, ovvero l’abusiva occupazione di uno spazio demaniale. Quest’ultimo reato stabilisce che: «È punito chiunque arbitrariamente occupa uno spazio del demanio marittimo o aeronautico o delle zone portuali della navigazione interna, ne impedisce l'uso pubblico o vi fa innovazioni non autorizzate». Ipotesi di reato, entrambe, per cui la Procura teramana ha chiesto e ottenuto il sequestro delle tre casette galleggianti. Sequestri che sono stati delegati alla sezione Roan della guardia di finanza di Pescara, in particolare la sezione navale. Nell’inchiesta ci sono due iscritti nel registro degli indagati.
Nei giorni del sequestro la società Narramondo proprietaria delle casette tramite Manolo Di Pietro, uno dei soci , dichiarò: «Per noi è stato un fulmine a ciel sereno in quanto non avremmo mai immaginato un provvedimento così pesante. Dico questo giacchè le tre casette, regolarmente omologate come imbarcazioni, hanno tutte le caratteristiche per essere ormeggiate alla stregua di qualsiasi altro natante. La nostra società, prima di intraprendere l’attività, si è procurata tutte le certificazioni possibili esibite all’Ente Porto e all’autorità marittima». Casette galleggianti come quelle di Giulianova in passato sono state sono state sistemate in Sardegna, Puglia, Emilia e Romagna e Veneto.(d.p.)
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