Caso degli scuolabus: dopo le polemiche arrivano le denunce

12 Settembre 2022

L’Arci segnala la vicenda all’Ufficio antidiscriminazioni Il docente Di Salvatore: «Misura palesemente illegittima»

MONTORIO AL VOMANO. Dopo le polemiche, sul trasporto gratuito agli studenti con almeno un genitore italiano o comunitario previsto dal Comune di Montorio arrivano i ricorsi. Il comitato provinciale Arci Teramo, come fa sapere il presidente Giorgio Giannella, in accordo con l’associazione Roshanak di Isola ha provveduto tramite il legale Stefania De Nicolais a segnalare all’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio dei ministri la violazione dell’articolo 43 del Testo unico sull’immigrazione per «la discriminante erogazione dei servizi stabilita per censo e razza e avallata dalla recente delibera dell’amministrazione comunale di Montorio» chiedendo «un ordine di cessazione del comportamento discriminatorio e un ripristino dell’erogazione del servizio esclusivamente sulla base del reddito, come richiesto per i servizi pubblici di carattere economico-sociale». Rivolgendosi al sindaco Fabio Altitonante la missiva prosegue invitandolo «a ripristinare lo stato di diritto e a considerare le azioni di welfare non come concessioni personali feudali, piuttosto come imprescindibile fondamento del dettame costituzionale».
La presidente del centro migranti Salam di Isola Simona Fernandez aggiunge: «Apprendo della decisione che nega qualsiasi diritto ai bambini soprattutto pensando alle mamme afghane sul nostro territorio e chiediamo al sindaco di applicare l’articolo 34 della Costituzione, unico baluardo indissolubile di democrazia e civiltà».
«Una misura illegittima e una decisione discriminatoria», ha definito la previsione del bonus il docente di diritto costituzionale dell’Università di Teramo Enzo Di Salvatore. «Il discrimine tra chi è tenuto a pagare il servizio e chi no non è dato dalla situazione economica del residente che comunque paga le tasse, ma da un unico assorbente criterio: essere cittadino o no», scrive, «e questo constrasta con la direttiva 2011/98/Ue che stabilisce che tutti i cittadini di Paesi terzi che soggiornano e lavorano regolarmente negli Stati membri hanno diritto alla parità di trattamento con i cittadini dello Stato membro ospitante anche in relazione alla prestazioni familiari, che il successivo regolamento 883/2004/Ue definisce “tutte le prestazioni in natura o in denaro destinate a compensare i carichi familiari”. Che sia così», prosegue, «resta provato dalla giurisprudenza della Corte di giustizia nella sentenza 2021 dove ha chiaramente precisato che l’Unione Europea riconosce a tutti coloro che si trovino sul suo territorio il diritto alle prestazioni di sicurezza sociale e ai benefici sociali e che gli Stati membri debbono agire garantendo tali prestazioni».
E rimane acceso il dibattito politico sulla questione. Il gruppo Montorio 5 stelle e la deputata Valentina Corneli si definiscono «inorriditi» e scrivono: «Conoscevamo Montorio come un modello di inclusività, mentre oggi ci sono bambini che, in periodi di difficoltà, possono assere aiutati, mentre altri nelle stesse condizioni no, in base all'origine. Il sindaco ha provato a difendersi, ma ormai il danno è fatto: è scritto nero su bianco che a Montorio e in Abruzzo si operano discriminazioni sui bambini sconvolgenti oltre che illecite».
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