Caso Delfico, chiesto lo stato di emergenza
Comune e Provincia si rivolgono a Protezione civile e prefettura: «Interventi e risorse ad hoc»
TERAMO. Il sindaco di Teramo lo aveva invocato, ora la richiesta è stata formalizzata alla Protezione civile e alla prefettura: attivare lo stato di emergenza per affrontare la complessa situazione scaturita, a livello scolastico, sociale ed economico, dal sequestro del Convitto e liceo Delfico.
La giunta comunale, con un'apposita delibera e d'intesa con la Provincia, ha formalizzato la richiesta affinché possano essere garantiti interventi straordinari e risorse ad hoc nella gestione di quello che il primo cittadino Gianguido D'Alberto definisce un «terremoto bianco» per Teramo. I sigilli imposti dalla magistratura all'edificio, che ospita 1.200 studenti e circa 300 unità di personale, stanno avendo ripercussioni rilevanti sulla città e sul diritto allo studio di ragazzi e ragazze. Comune, Provincia e scuola si sono trovate di colpo a dover far fronte ad una condizione emergenziale sia sotto il profilo organizzativo che economico. Da qui la richiesta di ottenere «ogni utile e necessaria collaborazione in termini di risorse, mezzi, impegni di spesa e quanto altro necessario a gestire l’emergenza», spiega il sindaco. «Come Comune abbiamo supportato e stiamo continuando a supportare Provincia e Convitto nella gestione di questa emergenza, ma è chiaro che serve l’intervento degli enti sovraordinati. Serve immediatamente un riconoscimento normativo e giuridico di quella che è a tutti gli effetti un’emergenza che investe non solo il diritto allo studio ma anche la tenuta sociale ed economica della città con lo stanziamento di un’adeguata copertura economica degli interventi già effettuati e di quelli che dovremo mettere in campo. Ovviamente la priorità, come ho già detto più volte, resta quella di creare le condizioni affinché i ragazzi possano rientrare quanto prima al Delfico. Perché l’unica alternativa al Delfico è il Delfico», ha detto D'Alberto.
Come noto, i liceali sono stati sistemati nelle aule del Milli e dell'Einstein di viale Bovio: frequentano lezioni pomeridiane, con tutti i disagi che ne derivano. Compresi quelli legati ai trasporti. Tema, questo, che oggi sarà affrontato in un incontro fra Provincia, dirigenti scolastici e vertici del trasporto pubblico locale: l'obiettivo è modificare e ricalibrare le corse dei bus, soprattutto per le aree interne, per favorire a sera il rientro a casa degli studenti. Studenti che continuano a chiedere soluzioni adeguate e rispettose del diritto allo studio: per questo domani manifesteranno in città. Alle 16, con partenza da piazza Martiri della Libertà, è previsto un corteo che, attraversando corso Cerulli e De Michetti, giungerà davanti al tribunale.
Veronica Marcattili

