Caso Diop, interviene anche il ministro

1 Agosto 2018

Giulia Grillo: «Se è vero, è un gesto gravissimo». Ma l’inchiesta della Asl mette in dubbio la denuncia del 39enne senegalese

TERAMO. Tante le reazioni di sdegno per il presunto caso di razzismo alla Asl, ma dall’inchiesta interna avviata dall’azienda sanitaria non sarebbero emersi riscontri alla denuncia di Ibrahima Diop, il 39enne di origine senegalese con cittadinanza italiana residente a Roseto. Nella denuncia presentata ai carabinieri, Diop ha riferito di essere stato apostrofato con espressioni chiaramente razziste nel distretto sanitario di Giulianova, dove si era recato venerdì scorso per rinnovare il libretto sanitario che gli serve per lavorare. Alla sua richiesta di informazioni un impiegato della Asl gli avrebbe detto: «Vai via, qui non c’è il veterinario».
Una frase che ha suscitato un’ondata di reazioni, a cominciare dal governatore Luciano D’Alfonso il quale l’altro ieri ha dichiarato che «se vero, ci troveremmo davanti a un episodio gravissimo». Il direttore generale della Asl Roberto Fagnano ha quindi disposto un’indagine interna i cui risultati saranno resi noti solo oggi, ma intanto è trapelato che nessuno degli addetti del distretto sanitario di Giulianova che hanno assistito al diverbio fra Diop e l’impiegato avrebbe confermato quanto denunciato dal senegalese. La Asl avrebbe preso in considerazione anche la possibilità che la denuncia sia stata presentata in buona fede ma basata su un equivoco: i libretti sanitari per il lavoro si rilasciano negli uffici di contrada Casalena a Teramo, dove ci sono anche i servizi veterinari, per cui non l’inchiesta interna dela Asl non esclude che con l’espressione “qui non c’è il veterinario” l’impiegato forse voleva intendere che il distretto di Giulianova non era il posto giusto. D’altro canto, però, non si può nemmeno escludere che gli addetti abbiano voluto difendere il loro collega dando una versione dei fatti un po’ ammorbidita.
Un caso controverso, quindi, che però ha fato scattare una serie di reazioni, anche ad alto livello, non solo per la gravità del fatto in sé, ma anche perché avvenuto in un periodo in cui si sono verificati diversi episodi di violenza di stampo razzista che hanno fatto salire il livello di allarme. Su twitter il ministro della Salute Giulia Grillo ha scritto: «Se i fatti denunciati da #IbrahimaDiop dovessero essere confermati, farò il possibile affinché vengano presi adeguati provvedimenti per il responsabile di questo gravissimo gesto». Il console del Senegal per l’Abruzzo, l’Emilia-Romagna e le Marche Tullio Galluzzo ha chiesto alle autorità «di fare luce su un episodio che se accertato ha leso la dignità di un’intera comunità oltre ad offendere la dignità di una persona che ha doppia nazionalità, moglie italiana e figlio nato in Italia».
Il sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo ha dichiarato: «Qualora la circostanza dell’insulto razzista al nostro concittadino dovesse trovare riscontro, da rosetani la cosa non potrebbe che farci inorridire. Condanniamo e non ammettiamo derive di diseguaglianza qui. Noi siamo tutti rosetani, con orgoglio e pronti a gridarlo più forte di chi dovesse pensare di insinuare tra noi bassi pensieri razzisti». Anche il circolo di Roseto di Fratelli d’Italia si stringe attorno a Diop, al quale è arrivata anche la telefonata del presidente del partito Giorgia Meloni. In una nota di Sinistra Italiana e Articolo1 si parla di «odio razzista, che si sta diffondendo a macchia d'olio, ovunque. La politica in questo momento storico sta scadendo sempre più verso una deriva fascista, fatta di slogan e di proclami dissennati, che non possono avere altre conseguenze ed effetti che quelli che vediamo in questi giorni in tutta Italia». Reazioni sdegnate anche da parte dell’Arci di Teramo che in una nota «ringrazia pubblicamente» Ibrahima Diop «che senza remora alcuna ha presentato un esposto contro il comportamento razzista assunto da un dipende Asl di Giulianova», e del Tribunale del Malato.
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