Caso Noemi, versioni opposte sull’ambulanza attrezzata

ATRI. La commissione regionale di vigilanza ha affrontato ieri il caso della nascita di Noemi all’ospedale di Atri, nonostante l’ostetricia sia stata chiusa dal 1° novembre 2015. Il principale nodo...
ATRI. La commissione regionale di vigilanza ha affrontato ieri il caso della nascita di Noemi all’ospedale di Atri, nonostante l’ostetricia sia stata chiusa dal 1° novembre 2015. Il principale nodo del contedere è la presenza o meno dell’ambulanza Stam, cioè destinata al trasporto delle donne in travaglio, all’ospedale di Atri. Secondo il sindaco Gabriele Astolfi non c’è, secondo il direttore generale della Asl Roberto Fagnano sì.
«L’ambulanza Stam è ad Atri così come in ospedale c’è la culla per il trasporto nel neonato. E’ un’ambulanza nuova», osserva Fagnano, «dedicata al trasporto di una donna in travaglio. Nel caso in specie si è aggiunta un’ulteriore ambulanza arrivata da Teramo con ostetrica e ginecologo a bordo. Quindi durante il parto c’erano due ginecologi (quello di Atri e quello arrivato da Teramo), due ostetriche (quella del distretto sanitario che ha portato con la propria auto la partoriente al pronto soccorso, piùquella di Teramo, ndr) più il personale del pronto soccorso. La giovane madre è arrivata alle 13 e ha partorito alle 17: evidentemente i medici hanno valutato che era un caso più urgente di quello che si è dimostrato».
«Volevamo conoscere quali sono i criteri di sicurezza perchè il direttore generale dice che l’ambulanza Stam c’è ad Atri. Ma non è così», obietta il sindaco, «è a Teramo, tanto che è dovuta arrivare da lì. E’ una questione di sicurezza: chiuso il punto nascita, se l'ambulanza per le mamme sta a Terano e ci mette un'ora ad arrivare, come facciamo? Ovviamente ci vuole un ginecologo e un'ostetrica». Astolfi ricorda che comunque il Comune ha fatto ricorso al Consiglio di Stato contro la chiusura dell’ostetricia. E aggiunge che è stata «chiesta documentazione dell'esistenza dello Stam nei presidi ospedalieri e ad Atri in particolare». Astolfi si augura che la commissione chiami l’assessore regionale alla sanità Paolucci «altrimenti la chiedo io la sua audizione».
Il consigliere regionale del M5S Riccardo Mercante aggiunge che sono emerse criticità durante l’audizione. E nel dichiararsi contrario alla chiusura dei 4 punti nascita, «che va a impoverire il nostro sistema sanitario» rileva alcune carenze nel sistema Stam: «siamo ancora lontani da una piena copertura del territorio visto che tale servizio risulta attivo solo nell’entroterra, a Teramo, Atri e Sant’Omero, e completamente assente nel presidio ospedaliero di Giulianova, unico nosocomio della costa teramana destinato a raccogliere il bacino di utenza più ampio dell’intera provincia». Criticata poi l’assenza di tutti i consiglieri regionali della provincia di Teramo. (a.f.)
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