Caso Piccolo chiosco Scontro fra i 5 Stelle e Mastromauro

18 Febbraio 2015

I grillini: «Il Comune gli assegnerà gratis un’area pubblica» Il sindaco: «No, deve prima pagare un debito di 57mila euro»

GIULIANOVA. Il Movimento 5 Stelle punta il dito contro l’amministrazione comunale per quanto riguarda il Piccolo chiosco, l’attività commerciale sul lungomare Zara nord, perché, secondo i grillini, si tratta di una attività «nata dall’occupazione abusiva di una proprietà privata per trent’anni che, per iniziativa del Comune, ora verrà condonato e “delocalizzato” a 10 metri più a nord, gratuitamente, su un area appartenete a tutti i cittadini giuliesi, in una zona di pregio». Il sindaco Francesco Mastromauro, per tutta risposta, fa invece sapere che finchè il proprietario non salderà il suo debito di 57mila euro, frutto del mancato pagamento della tassa sull’occupazione del suolo pubblico, non verrà concessa nessuna altra area. Il gestore dell’ex ristorante Marco Luciani aveva più volte chiesto che la sua attività trentennale non venisse smantellata, anche se un punto debole c’era: finchè il terreno è stato di proprietà demaniale, infatti, l’uomo aveva sempre pagato il canone annuo ma, quando l’area è passata al Comune, otto anni fa, ha smesso di pagare visto che, come aveva dichiarato lui stesso, i bollettini non erano più arrivati.

«Il M5S», continuano gli attivisti grillini, «ritiene che questa sia una beffa verso quei cittadini onesti che ogni giorno lavorano, pagano le tasse. Si chiede al sindaco di prendere atto di quella che è la situazione quotidiana non più tollerabile di “illegalità diffusa” che si vive a Giulianova da decenni, e di intervenire per il ripristino della legalità sanando le varie situazioni di abusivismo presenti in città».

«Molto triste la strumentalizzazione dei 5 Stelle», replica il sindaco, «che dopo essersi riempiti la bocca di termini come legalità e rispetto per l’onestà, poi attaccano chi agisce rispettando proprio i cittadini onesti e applicando le norme in ossequio alla legalità». Mastromauro ricorda agli avversari politici che il chiosco è stato demolito, come previsto dalla delibera numero 16 del 29 gennaio 2015, delibera in cui viene analizzata la storia del Piccolo chiosco e inviata anche al Movimento 5 Stelle, portando a esecuzione una sentenza del 2004. Mastromauro, inoltre, fa sapere che gli uffici comunali hanno provveduto anche a verificare se fosse stato regolarmente pagato il canone dovuto per l’occupazione del suolo pubblico da parte dell’ex proprietario dell’attività. «Dagli accertamenti», conclude Mastromauro, «è risultato un debito di oltre 57mila euro, somma che, attraverso l’avvio di specifica azione il debitore insolvente dovrà saldare. Fino a quando l’intera somma non sarà versata, nessuna area verrà concessa».

Margherita Totaro

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