Caso Ruzzo, il Pd cittadino contro i vertici provinciali
Speca: «Minosse conferma di avere strane convergenze con il centrodestra» Intanto la posizione di D’Alberto incassa l’appoggio dei comitati di quartiere
TERAMO. Non si placano le polemiche scatenate dal no del sindaco Gianguido D’Alberto a bilancio, piano industriale e pianta organica approvati dall’assemblea del Ruzzo. Lo scontro investe in pieno la dirigenza del Pd. Alle affermazioni del segretario provinciale Gabriele Minosse, che da sindaco di Cortino ha avallato gli atti proposti dal cda dell’azienda acquedottistica, rimarcando che l’unico voto contrario è stato quello di D’Alberto, replica Massimo Speca. Per il consigliere e segretario comunale Dem le parole del dirigente provinciale «rivelano la loro vera natura livorosa e risentita». Le considerazioni di esponenti del centrodestra, per Speca «in trasversale sintonia con quelle del sindaco di Cortino, confermano l’esistenza di strane convergenze, le cui ragioni sono altrettanto evidenti e che nulla, però, hanno a che fare con la politica».
Il Pd teramano sostiene dunque «compattamente e convintamente» il suo primo cittadino e precisa che «contrariamente a quanto paventato da Minosse, nessuno ha mai motivato il voto negativo tirando in ballo complotti orditi da chissà quale organizzazione, chiarendo invece come il voto negativo sia stato semplicemente il frutto di considerazioni tecniche sulla documentazione». A detta di Speca «fa specie» che sulla posizione di D’Alberto «non vi sia stato un ampio confronto promosso proprio dal segretario provinciale che avrebbe dovuto mettere al centro del dibattito le perplessità messe in campo dal sindaco del capoluogo per favorire una sintesi con tutti i sindaci di area e gli amministratori in generale». Al contrario, sempre secondo il consigliere Pd, «è apparsa di tutta evidenza la volontà di tutelare interessi particolari e variegati differenti, che nulla a che vedere hanno con le azioni di contenimento dei costi per i cittadini e di miglioramento dell’attività societaria». Per questo Speca invita D’Alberto a rendere pubblici i pareri dell’Ente regionale per le risorse idriche «che cristallizzano e oggettivizzano le criticità che hanno portato al voto negativo da parte di Teramo».
Al fianco del primo cittadino teramano si schiera anche Domenico Bucciarelli, presidente del coordinamento di quartiere e frazioni. «Da una lettura dei dati di bilancio», afferma, «si possono rilevare evidenti criticità sia economiche che patrimoniali». Bucciarelli cita in particolare l’aumento del 12,5% delle tariffe, i maggiori costi fissi strutturali, i crediti di dubbia esigibilità e la prevalenza numerica nella pianta organica del personale amministrativo rispetto agli operai. La spiegazione fornita dal cda del Ruzzo sull’incremento tariffario secondo il presidente del coordinamento è «scarsamente convincente e slegata dal contesto normativo di riferimento», per cui D’Alberto avrebbe fatto bene a votare contro. (g.d.m.)
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