Caso Saccuti, banca risarcisce il Comune

26 Maggio 2017

Tortoreto, arrivano 133mila euro dalla ex Carichieti condannata per aver ritardato la scoperta del peculato da un milione

TORTORETO. Nelle casse del Comune di Tortoreto tornano i primi fondi sottratti dall’ex economo Pasqualino Saccuti. E’ di 133mila euro sotto forma di rimborso, la cifra in fase di liquidazione da parte della ex Carichieti, banca a cui era stata affidata per un periodo la tesoreria dell’ente. Somma, questa, che potrebbe agevolare il compito di far quadrare i conti del bilancio da parte della nuova amministrazione comunale che si insedierà il 12 giugno, visto che il commissario prefettizio Francesco Tarricone ha fatto sapere che a quei soldi non sarà data destinazione nei pochi giorni di mandato alla guida della città che gli sono rimasti.
Il rimborso, però, potrebbe essere solo il primo di una lunga serie nel prossimo futuro. Innanzitutto perché c’è un’altra banca nella posizione della ex Carichieti, ossia la ex Tercas: i due istituti furono oggetto di una condanna al risarcimento di 210mila euro complessivi da parte della Corte dei Conti nel 2014, per inosservanza della convenzione che li legava all’ente. Il contratto vietava la consegna di assegni “in mano” invece effettuata, rallentando la scoperta dell’illecito del responsabile dell’ufficio di ragioneria del Comune. Dopo quella condanna, il sindaco Alessandra Richi diede mandato all’avvocato Gabriele Rapali di seguire la richiesta di risarcimento.
Il primo rimborso della ex Carichieti, quindi, è arrivato dopo la mediazione tra la nuova dirigenza dell’ istituto bancario, il legale dell’ente ed il commissario prefettizio Tarricone. Poi ci sono le tranche più corpose e attese, che dovrebbero riportare a Tortoreto la somma sottratta da Saccuti in nove anni a partire dal 2003, che ammonterebbe, secondo quanto stabilito dalla commissione consiliare di inchiesta, a circa un milione e 260mila euro, spesi per acquisti personali dell’ex funzionario. Per quella sottrazione, sono stati condannati sia Saccuti per peculato, truffa, falso e accesso abusivo al sistema informatico dell’ente (prima a tre anni e poi a cinque anni di reclusione), ma anche la moglie a un anno per concorso in frode informatica.
Luca Tomassoni
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