Caso Tercoop, fermato Fiorino di 25 anni

27 Aprile 2024

La denuncia dell’ex presidente della coop Iachini: «Mi lasciano a piedi per un debito di 13mila euro»

TERAMO. La Tercoop, che per anni ha gestito i parcheggi a pagamento in città per conto del Comune, torna al centro delle cronache tramite l'ex legale rappresentante Leo Iachini che denuncia una situazione difficile e amara legata ai debiti della cooperativa che oggi non esiste più: situazione che sta avendo ripercussioni anche sulla vita quotidiana e privata dello stesso Iachini.
La Tercoop nel 2022 è finita nel mirino di una concessionaria delle riscossioni su mandato del Comune di Teramo che dalla cooperativa deve ricevere ancora 13mila euro, lievitati a 18mila. «Per la ex Tercoop niente sconti o esenzioni da parte del Comune, come avvenuto invece per i concorrenti», dice Iachini riferendosi ad altre società che in città hanno gestito o gestiscono ancora le strisce blu. «Mancava l'ultima rata di tredicimila euro al milione e duecentomila già versato dalla ex Tercoop al Comune nel corso dell'ultimo appalto 2009-2022, lavorato in perdita, e ai tre milioni e mezzo complessivi versati dal primo appalto vinto nel 1992», ricostruisce Iachini spiegando che quando la società di riscossione ha trovato le casse della Tercoop vuote ha disposto «il fermo amministrativo, del quale sono venuto a conoscenza solo due mesi fa "grazie" alla sanzione di 1.400 euro per la sua violazione, dell'unico "bene" rimasto alla Tercoop: un vecchio e malandato fiorino con 25 anni di attività alle spalle di nessun valore commerciale, lasciato in uso al sottoscritto dai soci lavoratori della Tercoop e successivamente dai curatori fallimentari della cooperativa sociale». Il fiorino viene usato da Iachini soprattutto per ragioni di salute, dovendo andare in ospedale «per le tre dialisi settimanali e sopperire all'insufficienza renale cronica», spiega il diretto interessato, che sottolinea come non possa permettersi l'acquisto in un altro mezzo. Iachini ha chiesto all'agenzia di riscossione la revoca del fermo amministrativo ma il Comune avrebbe detto “no” nonostante «l'inutilità del fiorino nel recupero della rata mancante», conclude Iachini con amarezza.(v.m.)
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