Castel Manfrino dimenticato, fondi a rischio

Il presidente dell’alta valle del Salinello: «La Soprintendenza non ha fatto il sopralluogo dopo il sisma»
VALLE CASTELLANA. ]«Castel Manfrino rischia l’abbandono a causa dei ritardi dei sopralluoghi della Soprintendenza che non hanno permesso di avviare la pratica sisma. Per questo mi appello a tutti gli organi regionali e provinciali affinchè facciano qualcosa per un monumento così importante e per la nostra montagna dimenticata».. A denunciare la situazione in cui versa la fortezza situata vicino a Macchia da Sole nel comune di Valle Castellana è Italo De Remigis, presidente pro tempore dell’amministrazione separata dell’alta valle del Salinello che raggruppa le frazioni di Macchia da Sole, Piano Maggiore e Macchia Borea. Il castello che fu eretto da Manfredi di Sicilia, figlio di Federico II, per fronteggiare l'eventuale invasione del Regno di Sicilia da parte delle truppe francesi di Carlo D'Angiò, sorge sugli speroni rocciosi che dominano tutta la vallata del Salinello. I resti della fortezza, meta turistica e di ricerche storiche, hanno subìto dei danni alle torri centrali – sveva e normanna – a seguito degli eventi sismici del 2016/2017. E da allora nulla è stato fatto. Né per la messa in sicurezza, né per la ricostruzione «perché la Soprintendenza ancora non effettua il sopralluogo e la pratica sisma scade a dicembre», sostiene De Remigis. «Il castello è un bene architettonico di importanza storica, quindi vincolato, e l’accertamento della verifica statica alla struttura richiesta dal Comune, atto necessario per avviare la pratica sisma, deve avvenire alla presenza della Soprintendenza, che non si è degnata di venire nonostante i solleciti», sottolinea. «In questo modo non abbiamo avuto l’esito dell’accertamento dei danni per chiedere l’intervento con opere provvisionali e poi per la ricostruzione, perdendo il finanziamento».
Nonostante le precarie condizioni il castello è stato meta visitata nell’estate scorsa, ma avvicinarsi è pericoloso.
«Il sito lo abbiamo ripulito noi, finché potevamo addentrarci», racconta De Remigis. «Qui è un viavai di turisti che si meravigliano delle bellezze che ci sono, ma anche delle condizioni gravi in cui versano castello e strade. È uno sfregio alla bellissima montagna teramana, che viene sempre più ignorata e tra pochi anni sarà completamente abbandonata se non verranno sistemate le strade, ripristinati i servizi essenziali, favorito il turismo e prevista una fiscalità di vantaggio».
De Remigis e i suoi compaesani chiedono l’aiuto alle istituzioni. «Ci appelliamo al governatore Marsilio, all’assessore regionale alla cultura Mauro Febbo, al presidente della Provincia e a tutti gli organi istituzionali affinché intervengano per salvare Castel Manfrino e la nostra amata montagna». E avverte: «Agiremo per vie legali e cercheremo di portare la questione all’attenzione del ministro Franceschini perché abbandonare questo monumento è un sacrilegio e non vogliamo credere che si ignori il valore di una delle fortezze più belle e importanti d’Abruzzo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

