Castelli, c’è il vaso componibile in ceramica

Consegnato al sindaco il primo esemplare realizzato dall’idea del designer Cingoli e da artigiani locali
CASTELLI. Nel municipio di Castelli, tra le mani del sindaco Rinaldo Seca ha fatto il suo esordio martedì scorso il primo vaso di ceramica componibile e trasformabile del progetto “Castelli di ceramica” che ha l’obiettivo di rilanciare la ceramica castellana in chiave contemporanea.
Un connubio tra la tradizione secolare e il design per un brand che unisce identità e modernità. Il Comune di Castelli e la Provincia di Teramo hanno patrocinato il progetto ideato dal designer teramano Andrea Cingoli al quale hanno aderito cinque ceramisti locali – Antonio Simonetti, Enrico Di Simone, Franco Trailani, Marcello Melchiorre e Nino Facciolini – che hanno costituito la rete d’impresa “Castelli Innova”.
Un’unione di idee e saperi per oggetti che vogliono entrare nella quotidianità attraverso la bellezza: il vaso si scompone e si trasforma in un kit per arredare la tavola. Il prototipo ha già ricevuto riconoscimenti internazionali come i premi “Golden” del “Novum Design Award” e la “A Design Award”. «Castelli di ceramica come omaggio a Castelli che è la protagonista dell’idea progettuale ed è un’eccellenza dell’eccellenza, ma anche perché il castello di per sé contiene tante componenti che nell’insieme lo rendono unico ed è una metafora del vaso e della nostra squadra», ha spiegato Cingoli, «l’obiettivo è quello di dare centralità alla tradizione che viene recuperata e trasportata, senza mai perdersi, nella modernità: il vaso è il primo vessillo per questa operazione. Vogliamo coinvolgere altri artigiani, il liceo “Grue” e opereremo nella commercializzazione un’operazione di marketing multi-livello».
Soddisfatto il primo cittadino. «È stata una grande emozione ricevere il primo vaso», ha commentato Seca, «sono sicuro che questa nuova linea di produzione permetterà al linguaggio tradizionale di Castelli di farsi strada nel mondo del design e del gusto contemporaneo. Ringrazio gli artefici del progetto per aver condiviso con noi questa brillante idea, i maestri ceramisti per averla accolta con entusiasmo e con l’augurio che possa crescere sempre di più».
Adele Di Feliciantonio

