Castelli, riaperto al pubblico San Donato

Revocata in parte l’inagibilità post-sisma della chiesetta nota come “Cappella Sistina della maiolica”
CASTELLI. Ha riaperto al pubblico, seppur parzialmente, la cappella di San Donato a Castelli: si torna dunque ad ammirare il soffitto del Seicento di quella che viene definita, ed è conosciuta in tutto il mondo, come “la Cappella Sistina della maiolica”. Proprio ieri mattina il sindaco di Castelli Rinaldo Seca ha firmato l’ordinanza che ha permesso, dopo vari sopralluoghi di tecnici esperti e contestuali rilievi, la riduzione dell’inagibilità che pende su San Donato a seguito del sisma del 2016 e ha dato la possibilità ai visitatori di fruire dell’area d’ingresso all’edificio, delimitata da un’inferriata. Un’area che consente di ammirare e perdersi tra le tavelle di ceramica dipinte dai maestri ceramisti nel corso del 17° secolo in quella che viene considerata una delle maggiori attrattività del territorio, chiusa, purtroppo, da un paio di anni.
L’obiettivo dei castellani ora è quello di vedere realizzati i lavori di ricostruzione per permettere la completa riapertura e fruizione della cappella, un desiderio del primo cittadino Seca e di tutta la comunità. Ma già la possibilità di poter rientrare nella chiesetta è stata accolta da tutti con grande entusiasmo, soprattutto perché porterà in paese un numero maggiore di turisti.
Dopo il nuovo municipio di piazza Roma, che è stato completamente ricostruito e riaperto al pubblico, e la ricostruzione della chiesa Madre, si attende l'avvio dei lavori post-sisma nella sede storica del Museo delle ceramiche in contrada Streppino, ma anche nelle chiese di San Filippo e San Giacomo a Villa Rossi e di Santa Lucia a Colledoro. A Castelli, in controtendenza con quasi tutto il cratere sismico, la ricostruzione pubblica procede molto più veloce rispetto a quella privata.
Adele Di Feliciantonio
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