Castelli: «Ricostruzione come occasione di rilancio»

TERAMO. La ricostruzione può essere occasione di rilancio, ma anche di innovazione e prevenzione. Questa la sintesi degli interventi dei commissari per la ricostruzione che si sono alternati...
TERAMO. La ricostruzione può essere occasione di rilancio, ma anche di innovazione e prevenzione. Questa la sintesi degli interventi dei commissari per la ricostruzione che si sono alternati mercoledì mattina al tavolo dei relatori in occasione del convegno organizzato dalla Protezione civile, a Roma. «Il senso della ricostruzione», ha detto il commissario post sisma nel centro Italia, Guido Castelli, «è quella di costruire meglio, individuando le faglie attive o le zone a rischio idrogeologico dove non ricostruire. La ricostruzione è un'occasione di innovazione ma anche di rilancio economico e sociale».
Il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario per le alluvioni in Emilia Romagna, Toscana e Marche, ha invece lanciato un appello alla praticità ricordando che ci sono «paesi piccoli in cui si registra una franca per ogni abitante». «Il commissario», ha detto, «dev'essere un uomo del fare, uno che cerca di intercettare i bisogni del territorio, renderli granulari e adottare delle soluzioni». E ha aggiunto: «La ricostruzione può essere un momento di opportunità. Una ricostruzione ben fatta, nei tempi e nei modi giusti, fa la differenza. Ma la differenza la fanno soprattutto le donne e gli uomini che ci lavorano. Alle varie cabine devono sedere le persone che sanno le cose».
I commissari hanno parlato delle personali esperienze, ricordando spese e problematiche legate alla ricostruzione. Per il coordinatore della struttura di missione per il sisma dell'Aquila, Mario Fiorentino, «la ricostruzione, seppure con la sua complessità e i tanti ritardi, ha avuto un esito soddisfacente considerata l'entità del danno, l'estensione e la complessità del tessuto edilizio colpito». Giovanni Legnini, commissario per il sisma e l'alluvione a Ischia e fino gli inizi 2023 commissario per la ricostruzione post sisma del centro Italia, ha invece posto l'accento sulle tempistiche, definendo la «soluzione migliore» quella di pensare alla ricostruzione già nella fase emergenziale quando possibile. Poi un accenno alla mancanza delle figure tecniche, «principale fattore di rallentamento delle ricostruzioni». «I professionisti che lavorano, lavorano», ha sottolineato Legnini, «ma occorre che la platea delle professionalità sia enfatizzata». «Il lavoro dei tecnici è improbo», gli ha fatto eco Salvatore Scalia, commissario per il sisma di Catania del 2018, «bisogna aiutarli». Rivolgendosi al ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, infine, il commissario ha chiesto di «irrobustire le funzioni del commissario», in modo che possa «sostituirsi ai comuni sul piano dell'edilizia».

