Castelli: Superbonus, impegno mantenuto

7 Aprile 2023

Ricostruzione, il commissario sottolinea la conferma in Senato della cessione dei crediti nel cratere

TERAMO. «L’impegno è stato mantenuto». Il commissario per la ricostruzione post-sisma del Centro Italia Guido Castelli sottolinea la conferma del Superbonus al 110% con cessione dei crediti per gli interventi nelle aree del cratere. La misura ha ricevuto il via libera anche dal Senato che ha appena rimodulato, con una serie di tagli, il sistema degli incentivi per le ristrutturazioni edilizie che riguardano in particolare l’efficientamento energetico e il consolidamento antisismico. «Quello ottenuto è un risultato fondamentale per i territori del sisma 2016», tiene a precisare Castelli, «ringrazio il Governo Meloni e il parlamento per aver confermato fino al 2025 il Superbonus e la cessione dei crediti».
A detta del commissario «questo intervento conferma l’attenzione particolare che la maggioranza ha nei confronti delle popolazioni dell’Appennino centrale: adesso bisogna proseguire nel solco tracciato, attraverso nuovi obiettivi e accorgimenti da realizzare». Castelli guarda ai prossimi risultati da centrare. «Primo tra questi obiettivi è quello di snellire e armonizzare le procedure tra il Superbonus 110% e il contributo sisma, due interventi contigui e che si incrociano, ma che ancora non “parlano” tra loro in modo fluido», tiene a sottolineare il commissario alla ricostruzione e riparazione post-terremoto, «sarà mia premura intervenire in tal senso». Castelli, dunque, sottolinea che «dopo l’approvazione del suddetto decreto, confido nel fatto che il potenziale del credito d'imposta nell'area del cratere potrà essere adeguatamente valorizzato, facendo leva sulle nuove norme che di quel credito favoriscono la cessione. Questo anche in riferimento ai crediti pregressi che nel recente passato sono rimasti incagliati anche nell’area del cratere». Il rischio di ridimensionamento dei bonus anche per le zone colpite dal terremoti tra fine del 2016 e inizio del 2017 ha suscitato un forte allarme da parte delle associazioni di categoria dei costruttori edili che hanno evidenziato i rischi legati al blocco del meccanismo di cessione dei crediti. (g.d.m.)