Castello Della Monica, piovono le accuse

9 Luglio 2022

Oggi l’edificio sarà aperto alla cittadinanza, ma l’opposizione contesta il sindaco: «Non è merito suo»

TERAMO. Un taglio del nastro contestato. O meglio, conteso. Oggi pomeriggio alle 18 il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto inaugurerà il castello della Monica che dopo i lavori di sistemazione del giardino, del piano terra e del primo piano, sarà aperto, per la prima volta integralmente, alla cittadinanza. Una cerimonia che in mattinata sarà preceduta da una conferenza stampa con anteprima aperta ai giornalisti, ma che da giorni fa mugugnare l'opposizione: dal consigliere di “Cittadini in Comune” Giovanni Luzii al collega di “Oltre” Luca Corona, si susseguono le puntualizzazioni sui meriti politici e amministrativi della riqualificazione del Castello.
Per una parte dell'opposizione, infatti, il sindaco si starebbe mettendo sul petto medaglie che non gli spettano e oggi taglia un nastro senza, di fatto, aver avuto un ruolo nel processo di recupero dell'importante sito cittadino. Luzii ricostruisce i passaggi che hanno portato agli interventi sull'edificio e sottolinea come siano questi i “grazie” da elencare: «Grazie ai 3 milioni stanziati dalla giunta regionale del 2009-2014 per ristrutturare il castello Della Monica; grazie ai consiglieri regionali di minoranza che evitarono lo scippo dei 3 milioni tentato dal governatore D'Alfonso nella legislatura successiva; grazie all'amministrazione comunale di centrodestra che fece l'appalto; grazie alla ditta appaltatrice che evidentemente ha fatto un buon lavoro» dice polemico il consigliere.
Sulla stessa lunghezza d'onda Corona che nel ribadire i meriti dell’allora giunta regionale per lo stanziamento economico predisposto parla «di necessità di recuperare serietà nel racconto della realtà che l'attuale amministrazione fa ai cittadini».(v.m.)
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