Castiglione Messer Raimondo: fiaccole, musica e palloncini per ricordare Matteo Leone

11 Gennaio 2026

Il borgo della Valfino si è stretto al dolore della famiglia del barman 31enne morto a Londra. Il saluto lungo le vie del paese

CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO. «Sei andato via troppo presto ma il tuo sorriso resterà in eterno». Queste le parole riportate in uno degli striscioni che hanno accompagnato il corteo della fiaccolata in memoria di Matteo Leone, il barman 31enne, originario di Castiglione Messer Raimondo, stroncato a Londra da un malore. La manifestazione, accompagnata dalla gigantografia del giovane, si è svolta ieri pomeriggio ed è stata organizzata da familiari e amici, che hanno voluto ricordare Matteo con un momento pubblico di raccoglimento e partecipazione. Oltre 200 persone hanno preso parte all’iniziativa, attraversando in rigoroso silenzio le vie del paese, illuminate dalle fiaccole accese dei presenti.

«La partecipazione di oggi dimostra quanto il legame con Matteo sia stato forte e sincero. Castiglione si stringe attorno a chi vive questa perdita con il cuore», ha commentato il sindaco Vincenzo D’Ercole, che ha tenuto ad essere presente per tutta la durata del corteo, insieme agli amministratori comunali. Lungo il percorso sono stati esposti sette striscioni, con frasi di affetto e messaggi. Uno dei momenti più toccanti si è svolto durante la sosta al belvedere, dove il silenzio è stato interrotto dalla diffusione di due brani: “Peter Pan” di Ultimo e “Angeli” di Vasco. Canzoni ascoltate in raccoglimento dai presenti, tutti molto commossi.

Al termine della sosta, il lancio dei palloncini bianchi sulle note della colonna sonora del film Aladino intitolata “Il mondo è mio”, ha rappresentato uno dei gesti più suggestivi. La fiaccolata si è poi conclusa con una breve sosta davanti alla chiesa, prima di raggiungere il belvedere, dove i familiari hanno tenuto a ringraziare i partecipanti. Matteo aveva passato l’infanzia tra Castiglione Messer Raimondo e Pescara, senza spezzare il cordone ombelicale con la sua Puglia dove era nato.

Il ragazzo era arrivato in Abruzzo per seguire il lavoro del papà, Graziano Leone, comandante dei carabinieri della stazione di Pescara Colli. Ed è stato proprio papà Graziano il primo a sapere della tragedia, poi volato subito a Londra per capire cosa sia accaduto quella notte. Secondo quando ricostruito, il 31enne sarebbe stato colpito da un malore nel sonno. La salma è stata trasferita in obitorio per l’autopsia che verrà eseguita nei prossimi giorni, poi ci sarà il rimpatrio.

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