Castilenti, il sindaco: «Sento il peso dei cinque morti»

Giuliani: «Per loro ho cercato di fare tutto il possibile ma la notte non dormo pensando che potevo agire prima»
CASTILENTI. «Io i cinque morti nel mio paese me li sento tutti sulla coscienza. Forse urlando prima avrei potuto salvarli, forse no. Ma la notte non ci dormo». In un tempo sospeso che non finisce mai, le parole del sindaco di Castilenti fanno rumore. Alberto Giuliani, come tantissimi suoi colleghi dei centri della zona rossa della Val Fino, da settimane è in prima linea: urlando al telefono, correndo da una parte all’altra del paese, invocando soccorsi. Come quando per far ricoverare dei malati ha chiamato ai carabinieri. «Non voglio dare colpe a nessuno», dice, «perché l’emergenza è per tutti. Ma non posso accettare di dimenticare le cinque vittime che ci sono state nel mio paese. Sono andato casa per casa, ho parlato con i loro familiari tutte le sere e le loro voci, le loro richieste d’aiuto non potrò scordarle mai. Più il tempo passa e più mi chiedo se ho fatto tutto quello che potevo. Forse sì, forse no. Sicuramente ho chiesto aiuto a tutti, ho anche mandato l’elenco delle persone malate in Procura per capire se l’autorità giudiziaria potesse aiutarmi. Ma non mi rassegno al pensiero che per giorni e giorni sono rimasti a casa con la febbre in attesa di qualcuno che potesse dire loro cosa fare, che potesse dire ai familiari come comportarsi. Sa in un piccolo centro ci si conosce tutti e io li conoscevo bene. Sono stato al cimitero per l’ultimo saluto di tutto ma questo non può bastare».
Negli ultimi due giorni a Castilenti sono stati eseguiti quasi duecento tamponi, sia a domicilio sia nelle postazioni itineranti.«La cosa più giusta che si doveva fare», continua Giuliani, «ma forse bisognava farli prima, bisognava fre risposte prima».
E ieri, dopo quelli fatti a Castiglione Messer Raimondo dove ci sono state 14 vittime, tamponi a tappeto tra Arsita e Bisenti dove complessivamente ne sono stati eseguiti 200 di cui 36 d Arsita. « A Bisenti ne sono stati fatti sia a domicilio e sia nella postazione itinerante», dice il primo cittadino Enzino De Febiis, «questi ultimi sono stati fatti a tutti coloro che sono esposti a rischi. Si tratta di commercianti, farmacisti, volontari. Cinquanta i tamponi fatti ma anche su alcuni cittadini di Castiglione Messer Raimondo, Montefino e Castilenti che non avevano potuto farlo nei giorni scorsi. Le operazioni si sono svolte nella massima tranquillità». E l’altro ieri sono stati dimessi dall’ospedale di Atri il sindaco Ernesto Piccari e sua moglie. Piccari, oltre che primo cittadino di Montefino, è anche medico di base a Castiglione Messer Raimondo e in questa veste è stato contagiato. «Sono in isolamento a casa», dice, «il secondo tampone è risultato debolmente positivo e sono in attesa del terzo».E oggi finisce il periodo di quarantenaper il primo cittadino di Castiglione Vincenzo D’Ercole, anch’egli risultato positivo.(d.p.)
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