Castrogno, allarme per i pochi agenti «Servizi a rischio»

Riesplode l’emergenza nel carcere teramano sovraffollato I sindacati: «In servizio siamo 133 per gestire 330 detenuti»
TERAMO. È un’emergenza con cui convivono da anni e che, nonostante i ripetuti appelli alle autorità, tale resta. I sindacati degli agenti di polizia penitenziaria del carcere teramano di Castrogno, uno dei più sovraffollati della regione, tornano a chiedere rinforzi e a denunciare gravissime carenze di organico: dei 160 in pianta organica attualmente ne sono in servizio 133. Scrivono in una nota congiunta i sindacati Sappe, Uilpa, Sinappe, Cisl, Cgisl, Usppe e Osapp: «C’è una carenza certa di 83 unità, circa il 40% in meno dell’organico previsto, a fronte invece di un surplus e sovraffollamento di detenuti pari al 30%».
Questo a fronte di una presenza di 330 detenuti di media giornaliera. I sindacati ricordano alle varie autorità, a cominciare dal sottosegretario alla giustizia Jacopo Morrone fino al presidente della Regione Marco Marsilio, come «la pianta organica dell’istituto preveda 216 unità». E aggiungono: «La situazione è diventata insostenibile sotto ogni profilo e non permette di garantire i livelli minimi di sicurezza dell'istituto ed è pregiudicato l'assolvimento dei doveri istituzionali quali ad esempio i servizi di traduzione dei detenuti nei luoghi di cura e tribunali ,all'incirca1000 servizi l'anno in media. Il personale effettivo, rimasto in servizio, è aggravato da un consistente carico di lavoro ed esposti ad un notevole stress lavorativo». Secondo i sindacati nel 2018 il personale avrebbe svolto 48mila ore di lavoro straordinario saltando ferie e riposi settimanali.
Le organizzazioni sindacali, dunque, chiedono che nel decidere l’invio degli agenti che usciranno dai corsi attualmente in atto l’amministrazione penitenziaria prenda in considerazione la grave situazione del carcere teramano di Castrogno. «Siamo consci che gli organici di tutti gli istituti della nazione sono carenti di personale e che con i corsi in atto i nuovi 1220 non colmeranno le carenze al 100%» scrivono nella lettera inviata alle autorità, «ma auspichiamo che in sede di assegnazione si tenga conto della percentuale di carenza di ogni singolo istituto, privilegiando in primis quelli con maggiore sofferenza come l'istituto teramano (circa il 40% di carenza), inviando i "neo agenti " a fine corso (previsto per fine giugno) per il periodo estivo e successivamente nelle sedi di destinazione per dare corso alla mobilità nazionale evitando così come già accaduto in passato che le unità mobilitate arrivano nelle sedi di destinazione in autunno inoltrato, oppure, che il personale trasferito sia immediatamente posto in partenza all'atto dell'assegnazione dei neo agenti».
I sindacati, inoltre, chiedono alle autorità nazionali lo stanziamento di fondi per automatizzare le postazioni di servizio, mettere a norma e ristrutturare uno dei padiglioni detentivi, la caserma, gli uffici e soprattutto il locale che ospita la mensa.
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