Castrogno, un aiuto ai genitori

Il progetto curato dagli educatori tra incontri di gruppo ed eventi esterni
TERAMO. Il "Progetto Genitorialità " che da diversi anni viene effettuato presso la Casa Circondariale di Teramo si propone di rompere le modalità e stili comportamentali che vengono osservati e documentati rispetto a storie che tendono a riproporsi nei cambi generazionali. L'istituto di Teramo ha anche un discreto bacino di ospiti del territorio e fin dall'attivazione del primo percorso progettuale è emerso che vi sono stati dei gruppi sociali che hanno visto ripercorrere gli stessi stili comportamentali dei genitori. Persone che conoscevano l’istituto penitenziario perché venuti da piccoli in carcere o con le genitrici o a far colloqui, attualmente sono da maggiorenni a scontare delle pene a loro volta. Dalla relazione genitoriale e dalle persone adulte di riferimento i bambini apprendono uno stile comportamentale, è importantissimo che i genitori che vivono un'esperienza detentiva possano elaborare quella la loro storia di vita per poter trasmettere e recuperare relazioni sane con i propri figli.Si intende utilizzare questa nuova opportunità progettuale per offrire condizioni che inducano i/le detenuti/e ad una maggiore consapevolezza del proprio vissuto per affrontare eventuali processi di cambiamento rispetto a se stessi e alle proprie condizioni di vita.
Gli obiettivi, del progetto, sono diretti a supportare le madri e i padri detenuti nel rapporto quotidiano con i figli anche al fine di sviluppare un congruo senso di responsabilità nel ruolo genitoriale svolto all'interno di un'istituzione chiusa, potendo far emergere il loro vissuto di figli, e osservando come si propongono in qualità di genitori. Attraverso il progetto genitorialità ci si propone di sviluppare percorsi individualizzati per detenute/i che contemplino colloqui psicoeducazionali; costruzione di progetti personalizzati e organizzazione di équipe; confronto tra pari sulla genitorialità con attività dedicate all'interno dell'istituto; incrementare le occasioni per facilitare la relazione genitoriale in un contesto accogliente (esempio: affiancare i genitori nella fruizione di benefici dedicati; migliorare o creare spazi esterni ed interni dove stare o incontrare i figli; partecipare ad eventi esterni rivolti alle famiglie insieme ai figli). Il percorso prevede inoltre incontri di gruppi tra detenuti e altre figure professionali, con l'utilizzo del metodo "biosistemico" centrato sull'ascolto e sulla elaborazione delle emozioni provocate emerse nell'affronto di tematiche legate all'affettività.
Gabriella Sacchetti
(criminologa)

