Castrogno, è allarme per i pochi agenti «Sicurezza a rischio»

Per il sindacato il 40% in meno della polizia penitenziaria Appello alle istituzioni per farne arrivare venti in più
TERAMO. IRiesplode il caso della carenza di agenti di polizia penitenziaria nel carcere teramano di Castrogno, uno dei più sovraffollati della regione. I sindacati lanciano un nuovo allarme in previsione di alcuni pensionamenti in programma per i prossimi mesi. Oggi la carenza è di 80 agenti, complessivamente circa il 40% . . Una situazione che, sostengono i sindacati, non permette di garantire la sicurezza. «La situazione, già problematica da diversi anni», scrivono Sappe, Sinappe, Uspp, Cisl e Cgil in una lettera inviata alle istituzioni, « in quest'ultimo periodo è diventata sempre più insostenibile con evidente pregiudizio per il mantenimento della sicurezza e l'ordine interno nella struttura, per l'incolumità fisica del personale di polizia e operatori e per il concreto rischio di paralisi di tutte le attività trattamentali a favore dei detenuti. Sebbene la situazione sia difficile anche in molti altri istituti italiani, si deve sottolineare come il caso di Teramo, sia assolutamente peculiare, nonché gravissimo. Basti pensare che ad oggi sono già previsti e autorizzati per il 2020\2021 ben quattro pensionamenti e nel corso dell'anno ancora altre unità di personale matureranno o hanno già maturato i requisiti necessari, e potranno da un momento all'altro presentare nuove domande di pensionamento che andrebbero ancor più a compromettere la situazione».
Secondo i sindacati la pianta organica del 2017 prevedeva 216 agenti e a fronte di questo numero ne sono presenti 164 . Ma scrivono i sindacati: «Il personale effettivamente in servizio, al netto di malattie e distacchi, è di 136 unità». Per le organizzazioni sindacali «si tratta di una situazione insostenibile che di fatto non permette di garanti re giornalmente neanche la copertura dei presidi minimi di sicurezza dell'istituto e inoltre viene pregiudicata la stessa integrità dei poliziotti con la totale compressione dei diritti costituzionalmente garantiti quali il riposo settimanale e le ferie. Ad oggi il personale ha già accumulato una considerevole quantità di ferie arretrate, circa 12.800 giornate, per via dei continui richiami in servizio, e ha effettuato circa 45000 ore di straordinario alla data odierna che sicuramente arriveranno ad oltre 60000 entro fine anno».
I sindacati chiedono l’assegnazione di almeno venti nuovi agenti: «Il personale è continuamente sottoposto a richiami in servizio, a prolungamenti di orario del servizio a volte anche di dodici e più ore e ciò ormai avviene sia nell’ordinario, per assicurare esigenze improcrastinabili del personale o attività trattamentali in favore dei detenuti, e sia nello straordinario in caso di servizi non preventivabili (traduzioni e piantonamenti) e questo non fa altro che aumentare i livelli di stress». Sul caso è intervento anche il deputato del M5s Fabio Berardini che ha annunciato la volontà di farsi portavoce delle richieste del sindacato con il ministro.
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