Castrum, chiesti 50 anni di carcere

Le pene più alte per la Mastropietro e il marito Di Filippo A ruota i fratelli Scarafoni e i due ex amministratori giuliesi
TERAMO. I tempi di una requisitoria raccontano la complessità del processo Castrum. Perché ai pm Andrea De Feis e Luca Sciarretta servono più di nove ore per sgranare come i grani di un rosario quegli «accordi corruttivi» tra funzionari pubblici, ex amministratori ed imprenditori e mettere insieme richieste di condanne per mezzo secolo a carico degli undici imputati accusati a vario titolo di reati che vanno dalla corruzione, alla tentata concussione, dall’abuso d’ufficio alla falsità in atti pubblici in materia di edilizia e urbanistica. A cominciare dai sette anni e dieci mesi chiesti per Maria Angela Mastropietro, dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova (ora sospesa) che i due pm individuano come il dominus di un presunto sistema appalti e mazzette iniziato nel 2013 e proseguito fino al 2016. Con la funzionaria, sostiene la Pubblica accusa, pronta a favorire dei privati – nella sua veste di dirigente – in cambio di lavori assegnati all’impresa edile Rima del marito Stefano Di Filippo.
LE RICHIESTE DI CONDANNA. Mancano pochi minuti alle 20 quando in un’aula di tribunale insolitamente affollata per la giornata di sabato le richieste di condanna chiudono la lunga requisitoria iniziata poco dopo le 9 con i due pm a ricostruire i passaggi fondamentali di una istruttoria dibattimentale durata venti udienze e a tratteggiare i capisaldi di impianto accusatorio frutto di oltre due anni di intercettazioni telefoniche e ambientali. Le richieste di condanna vanno da sette anni a tre mesi. Per Stefano Di Filippo i pm chiedono sette anni e otto mesi; per i fratelli imprenditori Andrea e Massimiliano Scarafoni una condanna a sei anni e due mesi ciascuno; per Carmine Zippilli, dirigente tecnico della Asl (ora sospeso) una condanna a quattro anni e due mesi; per Nello Di Giacinto, imprenditore ed ex assessore al Comune di Giulianova, quattro anni e due mesi; per Filippo Di Giambattista, ex amministratore unico della società municipalizzata Giulianova Patrimonio, quattro anni e otto mesi; per Sergio Antonilli, collaboratore della società di De Filippo, quattro anni e un mese; per il geometra Guerino Di Saverio un anno e dieci mesi; per Ennio Di Saverio, nella sua veste di ex presidente del consorzio Lido delle Palme, quattro anni e quattro mesi; per Ida Scarpone, mamma degli imprenditori Scarafoni finita a processo per un presunto abuso edilizio che i pm le contestano nella veste di comproprietaria di un edificio insieme ai figli, tre mesi e 8mila euro di ammenda; per la società Scarafoni Srl la condanna per illecito amministrativo, con il pagamento di una sanzione di 64mila euro e il divieto a contrattare per cinque anni con gli enti pubblici.
DUE ANNI DI UDIENZE. Venti udienze in due anni, 25 faldoni, cento testimoni sentiti in aula e settecento intercettazioni trascritte raccontano i numeri imponenti di un processo come quello di Castrum in cui sono confluiti due filoni d’inchiesta. Al primo filone con otto imputati accusati a vario titolo di corruzione, tentata concussione, abuso d’ufficio, falsità in atti pubblici in materia di edilizia ed urbanistica (tra loro la Mastropietro), si è aggiunto quello che per la cronaca è diventato Castrum bis con al centro il piano di lottizzazione Lido delle Palme di Giulianova.
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