Castrum, pene ridotte in appello Assolti Di Saverio e Zippilli

13 Aprile 2023

Sentenza riformata per l’ex presidente del consorzio Lido delle Palme e per il funzionario della Asl Quattro anni alla dirigente comunale Mastropietro, al marito Di Filippo e agli imprenditori Scarafoni

TERAMO. La sentenza del processo di appello su una delle inchieste per corruzione più complesse mai portate avanti nel Teramano mette nero su bianco verità giudiziarie che se in generale confermano l’impianto accusatorio nel particolare ne abbattono due pilastri: l’appalto per la messa in sicurezza dei lavori all’ex ospedaletto di corso Porta Romana a Teramo e la lottizzazione del Lido delle Palme a Giulianova.
A quattro anni dal verdetto di primo grado per il caso Castrum, un presunto giro di appalto e tangenti, i giudici della Corte d’appello hanno parzialmente riformato la sentenza con riduzione delle pene e assoluzioni. Condanne ridotte da cinque anni a quattro e due mesi per l’ex dirigente (ora sospesa) del Comune di Giulianova Maria Angela Mastropietro, il marito, l’imprenditore Stefano Di Filippo (assistiti dagli avvocati Gugliemo Marconi e Stefano Cappellu) e i due fratelli imprenditori Massimiliano e Andrea Scarafoni (assistiti dall’avvocato Gianfranco Iadecola).
Assolti con la formula più ampia del fatto non sussiste Ennio Di Saverio, nella sua veste (all’epoca dei fatti contestati) di presidente del consorzio Lido delle Palme di Giulianova e Carmine Zippilli, all’epoca dei fatti dirigente tecnico della Asl finito a processo per la vicenda dell’appalto di messa in sicurezza dell’ex ospedaletto di corso Porta Romana. In primo grado Di Saverio (assistito dagli avvocati Lino Nisii e Luca Scarpantoni) era stato condannato a un anno e due mesi, mentre Zippilli (assistito dagli avvocati Luigi Ferretti e Gianfranco Iadecola) a un anno e otto mesi. Entrambi erano accusati (ipotesi di reato riqualificato in primo grado) di corruzione per esercizio della funzione (cosiddetta corruzione impropria). Per il lido delle Palme e l’ex ospedaletto assolti anche Mastropietro, Di Filippo e gli Scarafoni (da qui la rideterminazione della pena). Assoluzione confermata per Filippo Di Giambattista, all’epoca dei fatti presidente della Giulianova Patrimonio (assistito dall’avvocato Elena Concordia).
I giudici di secondo grado (collegio presieduto da Aldo Manfredi, a latere Armando de Aloysio e Alfonso Grimaldi) hanno eliminato la pena accessoria dell’interdizione legale durate l’espiazione per gli Scarafoni, Mastropietro e il marito. «La corte d’Appello ha fatto giustizia», dice la difesa di Zippilli, « ridando piena dignità a un validissimo professionista».
Anche in Appello, così come in primo grado, il Comune di Giulianova si è costituito parte civile. Parte civile anche la Asl teramana. Le motivazione della sentenza saranno depositate entro il mese di luglio ed è scontato che successivamente il caso Castrum arriverà in Cassazione.
La Procura (inchiesta portata avanti dai pm Luca Sciarretta, ora a Pescara, e Andrea De Feis, ora a Bologna) aveva individuato nella Mastropietro, all’epoca dei fatti dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova, il dominus di un presunto sistema di appalti e mazzette, pronta a favorire privati nella sua veste di dirigente – ha sempre sostenuto l’accusa – in cambio di consulenze o lavori all’impresa edile Rima del marito Stefano Di Filippo. Fatti che, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbero avvenuti tra il 2013 e il 2016. Tra i tanti lavori finiti all’epoca sotto l’esame degli inquirenti la ristrutturazione del campo Castrum (da qui il nome della maxi inchiesta) e i lavori in alcune scuole di Giulianova.
Dal processo Castrum era nato un secondo procedimento per abuso d’ufficio per quattro imputati che nel gennaio del 2022 si è concluso con una sentenza di assoluzione perchè il fatto non sussiste in seguito a un pronunciamento della Cassazione che ha stabilito il divieto di utilizzo di intercettazioni disposte per un procedimento e quindi un reato diverso da quello per cui si procede.
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