Cattedrale stracolma per l’addio a Benedettini

Un lungo applauso ha concluso il funerale del docente ed ex assessore C’erano politici di ieri e di oggi e tanti studenti dell’università dell’Aquila
TERAMO. Un lungo applauso ha scandito l'ultimo saluto della città a Francesco Benedettini. E' stata questa la manifestazione di affetto e di stima rivolta dai teramani al docente universitario ed ex assessore comunale morto sabato al termine di una malattia che non gli ha lasciato scampo. I banchi e le navate laterali del duomo ieri pomeriggio erano affollati da conoscenti, colleghi, studenti universitari e amministratori in carica e dell'epoca in cui Benedetttini ricoprì la carica pubblica che si sono stretti al dolore della moglie Lucilla e dei figli Giovanni, Benedetto e Gerardo. La commozione, quasi palpabile in chiesa durante il rito funebre, ha velato anche l'omelia di don Valentino Riccioni, parroco dello Spirito Santo e della chiesa dei Cappuccini. «E' difficile parlare», ha esordito, «forse sarebbe meglio tacere e ascoltare non le nostre parole ma quelle di Dio». Il sacerdote, che ha concelebrato il funerale insieme al parroco della cattedrale don Aldino Tomassetti, ha sottolineato come il cordoglio per il lutto terreno non debba offuscare la speranza della resurrezione. «Sentiamo in modo particolare la presenza di Francesco», ha evidenziato il celebrante, «è in comunione con noi, prega per noi e soprattutto per la moglie e per i figli». Don Valentino ha ricordato anche gli ultimi momenti di vita dell'ingegnere e le sue parole poco prima della morte: «Ringrazio Dio per tutto quello che mi ha dato, vorrei accompagnare i miei figli ma il Signore mi ha dato tutto».
Ad ascoltare le parole del sacerdote c'erano gli assessori Mario Cozzi e Giorgio Di Giovangiacomo, il presidente del consiglio comunale Pietro Milton Di Sabatino, i consiglieri Manola Di Pasquale e Alfonso Di Sabatino Martina, l'ex consigliere Paolo Albi e il presidente della Banca dell'Adriatico Giandomenico Di Sante. Non hanno fatto mancare il loro abbraccio ai familiari di Benedettini neppure l'ex sindaco Angelo Sperandio, che nel '95 gli affidò l'incarico di assessore all'urbanistica, gli ex colleghi di giunta Leo Adamoli e Anna Di Russo, l'ex assessore Domenico Bucciarelli e l'ex consigliere Enzo Scalone.
A ricordare un episodio dell'attività professionale dell'ingegnere è stato don Aldino. «Fu proprio Francesco a esprimere un parere tecnico», ha raccontato il parroco del duomo, «sulla stabilità del campanile e della cuspide». Per l'estremo saluto al docente sono arrivati anche tanti studenti della facoltà d'ingegneria dell'Aquila, dove Benedettini insegnava Scienza delle costruzioni. Il compito di tracciarne un breve ricordo anche come insegnante è stato, al termine del rito, un suo collega di ateneo. «Non dimenticheremo la sua determinazione, la sua ricchezza interiore», ha sottolineato, «la sua umanità era tanta, gli studenti l'amavano: la sua morte ci lascia una profonda ricchezza e ci fa sentire più vicini a Lucilla, Giovanni, Benedetto e Gerardo». Parole sottolineate dall'applauso. Poi le sommesse preghiere conclusive hanno accompagnato il feretro all'uscita per il trasferimento verso il cimitero di Cartecchio. Oggi alle 18, nella chiesa dei Cappuccini, ci sarà la "messa di riuscita".
Gennaro Della Monica
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