Causa Comune-Gualandi Ci sarà una mediazione
L’istituto chiede mezzo milione per l’affitto delle aule usate dall’università Ma l’amministrazione civica sostiene che le somme le deve pagare l’ateneo
GIULIANOVA. Sarà una procedura di mediazione a dirimere la controversia legale sugli affitti non pagati dal Comune all’istituto Gualandi per l’utilizzo di una parte dell’edificio di via Gramsci come sede di un corso universitario. Il ricorso alla procedura è stato proposto dalla direzione dell’istituto per i sordomuti, con sede a Bologna, e accolta dalla giunta comunale con un’apposita delibera con la quale si affida l’incarico della rappresentanze legale del’Ente all’avvocato Michele Del Vecchio dell’avvocatura civica. La controversia giudiziaria è iniziata nel 2014 quando il Gualandi ha chiesto al Comune di Giulianova quasi 500mila euro per l'affitto di alcune aule dell’edificio di via Gramsci dove si svolgeva il corso di laurea di Scienze del turismo dell'università Teramo. Affitti che il Comune non avrebbe più pagato dal 2012, nonostante i locali risultassero ancora utilizzati nel dicembre 2014. Il Comune sostiene invece di avere comunicato la rescissione del contratto di affitto nel 2012 e che, di conseguenza, le somme dovute alla Fondazione Gualandi devono essere pagate dall'università. L'ateneo – secondo quanto affermato dal Comune – non avrebbe restituito le chiavi dei locali né al Comune né all'Istituto. La Fondazione Gualandi si è rivolta quindi al tribunale di Bologna ottenendo l’emissione di un decreto ingiuntivo al quale il Comune di Giulianova si è opposto per incompetenza territoriale. Il tribunale bolognese ha di Bologna ha dato ragione al Comune, dichiarando nullo il decreto ingiuntivo. A quel punto la questione è passata al tribunale di Teramo, al quale la Fondazione Gualandi ha presnetasto un ricorso per accertamento tecnico preventivo. Il 22 febbraio scorso è arrivata la proposta di mediazione alla quale l’ente ha aderito.
Margherita Totaro
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