Causa Specialfrutta, vince il Comune

1 Luglio 2017

Per la Cassazione non è dovuto il risarcimento per il sequestro del capannone

TERAMO. Si chiude in favore del Comune l'ultraventennale contenzioso tra l'ente e la ditta Specialfrutta. La parola fine alla vicenda giudiziaria iniziata nel '92 è stata messa dalla Cassazione secondo cui l'amministrazione non deve alcun indennizzo all'azienda per il sequestro del capannone di Villa Mosca in cui la famiglia Panichi gestisce la commercializzazione di frutta e verdura. Il contenzioso pendeva da anni sul Comune come una spada di Damocle che, in caso di accoglimento delle richieste della ditta, l'avrebbe costretto a sborsare due milioni di euro a titolo di risarcimento. Era la somma richiesta dalla Specialfrutta per l'ordine di demolizione ricevuto dall'ente agli inizi degli anni '90 a seguito della mancata approvazione da parte di quest'ultimo della procedura di condono edilizio dell'ampliamento del capannone. La ditta mise in regola la struttura nel '94, sfruttando la nuova normativa in materia, e tre anni dopo citò in giudizio il Comune per i danni d'immagine e operativi causati alla propria attività dal provvedimento di sequestro. Una prima sentenza del tribunale di Teramo, datata 2007, diede ragione alla famiglia Panichi stabilendo che la procedura avviata dall'ente era stata illegittima e dunque soggetta a risarcimento. In un ulteriore procedimento, dunque, venne stabilito che alla ditta spettavano due milioni di euro. Sulla base di questo pronunciamento il Comune fu costretto a predisporre un debito fuori bilancio da 250mila euro come prima quota da versare alla Specialfrutta. Nel 2013, però, la corte di appello dell'Aquila ha ribaltato il primo giudizio, stabilendo che il risarcimento non era dovuto in quanto il sequestro del capannone non era mai diventato esecutivo e dunque non esisteva un nesso di causalità tra il provvedimento e i danni lamentati dall'azienda. Questa tesi è stata confermata nella sentenza della terza sezione della Cassazione che esclude il risarcimento e riconosce al Comune quasi 358mila euro, somma finora pignorata per gli effetti legali del contenzioso. (g.d.m.)
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