Causò la morte di un motociclista Anziano patteggia 1 anno e 8 mesi

Tortoreto, due anni fa alla guida di una Panda urtò lo scooter di Aldo Di Monte che perse la vita Era accusato di omicidio stradale e fuga, ha sempre sostenuto di non essersi accorto di nulla
TORTORETO. Aveva causato un incidente stradale mortale fuggendo dopo lo scontro. Di questo era accusato un ottantenne di Sant’Egidio, Giuseppe Santoni, che ieri davanti al giudice per l’udienza preliminare Mauro Pacifico ha patteggiato la pena di un anno e otto mesi per i reati di omicidio stradale e fuga del conducente. Nel tragico incidente avvenuto il 27 luglio di due anni fa sulla Bonifica del Salinello a Tortoreto, perse la vita Aldo Di Monte, 32 anni di Tortoreto, da tutti conosciuto come Pinuccio, che stava andando al lavoro in sella al suo scooter Beverly quando si scontrò con la Panda guidata da Santoni che viaggiava in direzione opposta alla sua.
Secondo le accuse formulate dal sostituto procuratore Davide Rosati, che ha condotto l’inchiesta, Santoni aveva invaso la corsia opposta andando a scontrarsi con lo scooter della vittima all’uscita di una semicurva. L’inchiesta poi accerterà che il conducente del Beverly guidava in stato di ebbrezza, ma che comunque la responsabilità dello scontro era da addebitarsi solo all’automobilista che aveva oltrepassato la linea di mezzeria invadendo la corsia opposta di marcia.
La morte del 32enne aveva destato una profonda commozione a Tortoreto, dove “Pinuccio” era molto conosciuto, e inizialmente sembrava che non ci fossero altri mezzi coinvolti e che il motociclista avesse perso il controllo dello scooter, forse a causa dello scoppio di uno pneumatico, finendo rovinosamente sull’asfalto.
Poche ore dopo, però, emerse la reale dinamica del tragico scontro, quando l’anziano automobilista si presentò spontaneamente ai carabinieri. Santoni ha sempre sostenuto di non essersi accorto delle conseguenze dell’urto perché dopo l’impatto aveva guardato indietro ma non aveva visto nessuno e quindi credeva che non fosse successo niente di grave. Era stato il carrozziere al quale si era rivolto per i danni che aveva subìto la Panda a dirgli che nell’incidente che aveva causato ci era scappato il morto. L’anziano si era quindi presentato ai carabinieri fornendo la sua versione dei fatti: «Quello scooter mi è venuto addosso», aveva detto, «ci siamo urtati e io ho creduto che il guidatore fosse scappato perché non l'ho visto più nello specchietto. Non sapevo fosse morto, me lo ha detto il carrozziere quando gli ho portato la macchina danneggiata». Una dichiarazione che però non gli ha evitato di finire sotto inchiesta per omicidio stradale. Fino all’epilogo di ieri, quando, assistito dall’avvocato Renzo Di Sabatino, l’anziano ha chiuso la vicenda con il pattegiamento. (e.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

