«Cava deve restituire 74mila euro al Comune»

28 Marzo 2018

“Multopoli”, la Procura della Corte dei conti cita l’ex capo dei vigili urbani L’accusa: risarcisca l’ente dei soldi per le spese legali di centinaia di ricorsi 

ROSETO. A febbraio si è aperto il processo penale, ma sul caso “Multopoli” interviene anche la giustizia contabile. La Procura della Corte dei Conti, infatti, ha citato l’ex comandante della polizia municipale Tarcisio Cava per aver causato un danno erariale di 74mila euro al Comune di Roseto. La somma è quella derivante dalle spese legali che l’ente ha dovuto affrontare per ricorrere contro le sentenze di annullamento delle centinaia di multe fatte dall’ex capo.
Cava è a processo davanti al tribunale di Teramo con l’accusa di falsità ideologica dopo che la Procura gli ha contestato l’emissione di ben 1023 verbali tra ottobre e dicembre 2013 nei confronti di altrettanti automobilisti dopo essersi appostato a bordo della sua vettura munito di telefonino con cui filmare le infrazioni «attestando falsamente», ha scritto il pm Davide Rosati nella richiesta di rinvio a giudizio, « l’impossibilità di procedere alla contestazione immediata dell’infrazione».
Il procedimento della Corte dei Conti è stato aperto dopo la segnalazione dello stesso Comune. «Una vicenda», si legge nell’atto di citazione della Procura contabile, «considerata di pregiudizio ingiusto, concreto ed attuale alle finanze del Comune di Roseto, in una misura complessiva di euro 74.741, 44, rappresentativa delle spese di soccombenza giudiziale, per l’importo riconosciuto dal Comune quale debito fuori bilancio, di quella dei ritenuti mancati introiti per contravvenzioni relative a trasgressioni effettivamente avvenute ma illegittimamente contestate, nonchè di quella per disservizio subito dall’ente a causa delle detrazione di risorse per gestire l’ingentissima mole di contenziosi». Ora sarà un procedimento davanti alla Corte dei Conti a dare seguito, o meno, alle accuse della Procura. Che nell’atto di citazione firmato dal vice procuratore generale Roberto Leoni scrive: «E’ pacifico che Cava ha agito in modo illegittimo, come sancito nei contenziosi con i destinatari dei verbali di contestazione, tenendo un condotta certamente antidoverosa - poichè gli erano certamente conosciuti, per la funzione esercitata, le modalità ed i limiti entro i quali egli poteva procedere all’accertamento delle violazioni - e affetta da colpa grave, in ragione dell’assoluta omissione di alcuna cautela che la conoscenza di modalità e limiti del potere accertativo dovevano incutergli».(d.p.)
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