Cavallari e Covelli pronti a trattare

Il primo vuole un apparentamento, il secondo rischia di non entrare in consiglio
TERAMO. Ufficialmente nessuno tratta con nessuno, poi succede che persone autorevoli dicano di aver visto a colloquio martedì sera Mauro Di Dalmazio (il campione dei “duri e puri”, quello che «io non faccio accordi con nessuno») con Renzo Di Sabatino, ovvero il grande mediatore del Pd, e qualche dubbio viene. In ogni caso, pur dando per buono quello che giura e spergiura Di Dalmazio, e quindi dandolo per fuori dai giochi, altri due candidati della variegata area civica disponibili a sedersi a un tavolo con i protagonisti del ballottaggio ci sono. E sono Giovanni Cavallari e Alberto Covelli. Ieri Cavallari ha dichiarato ai microfoni di Teleponte, interpellato su possibili accordi con i contendenti: «Pare che D’Alberto non intenda fare apparentamenti nel senso tecnico del termine...», ed ha allargato le braccia, come a dire: «Se non si fa un apparentamento, allora niente». E, a domanda sul centrodestra, ha lasciato aperta la porta: «Se il candidato Morra propone un progetto credibile per la rinascita di Teramo, vediamo. In ogni caso io e il mio gruppo decideremo tutti insieme».
E Covelli? Covelli avrebbe almeno un buon motivo per sedersi con Morra, perché i complicati meccanismi del voto fanno sì che, in caso di vittoria di D’Alberto, il candidato sindaco lanciato da Dodo Di Sabatino non entrerà in consiglio comunale a vantaggio del settimo consigliere del centrodestra. Una vera beffa, dopo una lunga e dispendiosa campagna elettorale. In ogni caso, un incontro tra Morra e il duo Covelli-Di Sabatino ci sarà sicuramente. E potrebbe esserci anche con D’Alberto. Se resteranno solo parole, è presto per dirlo.(d.v.)
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