Cavallari e Covelli pronti a trattare

14 Giugno 2018

Il primo vuole un apparentamento, il secondo rischia di non entrare in consiglio

TERAMO. Ufficialmente nessuno tratta con nessuno, poi succede che persone autorevoli dicano di aver visto a colloquio martedì sera Mauro Di Dalmazio (il campione dei “duri e puri”, quello che «io non faccio accordi con nessuno») con Renzo Di Sabatino, ovvero il grande mediatore del Pd, e qualche dubbio viene. In ogni caso, pur dando per buono quello che giura e spergiura Di Dalmazio, e quindi dandolo per fuori dai giochi, altri due candidati della variegata area civica disponibili a sedersi a un tavolo con i protagonisti del ballottaggio ci sono. E sono Giovanni Cavallari e Alberto Covelli. Ieri Cavallari ha dichiarato ai microfoni di Teleponte, interpellato su possibili accordi con i contendenti: «Pare che D’Alberto non intenda fare apparentamenti nel senso tecnico del termine...», ed ha allargato le braccia, come a dire: «Se non si fa un apparentamento, allora niente». E, a domanda sul centrodestra, ha lasciato aperta la porta: «Se il candidato Morra propone un progetto credibile per la rinascita di Teramo, vediamo. In ogni caso io e il mio gruppo decideremo tutti insieme».
E Covelli? Covelli avrebbe almeno un buon motivo per sedersi con Morra, perché i complicati meccanismi del voto fanno sì che, in caso di vittoria di D’Alberto, il candidato sindaco lanciato da Dodo Di Sabatino non entrerà in consiglio comunale a vantaggio del settimo consigliere del centrodestra. Una vera beffa, dopo una lunga e dispendiosa campagna elettorale. In ogni caso, un incontro tra Morra e il duo Covelli-Di Sabatino ci sarà sicuramente. E potrebbe esserci anche con D’Alberto. Se resteranno solo parole, è presto per dirlo.(d.v.)
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