Cavallari, no alle primarie Centrosinistra in frantumi

18 Aprile 2018

«È troppo tardi, D’Alberto converga senza indugi sulla mia candidatura»

TERAMO. Quando i giochi sembravano ormai fatti, con l'annunciata disponibilità di Gianguido D'Alberto ad affrontare le primarie del centrosinistra, a sparigliare nuovamente le carte è stato Giovanni Cavallari, che ieri pomeriggio ha rifiutato ogni ipotesi di questo tipo. Una decisione arrivata al termine di riunioni frenetiche che ha spiazzato il Pd, convinto ormai di aver trovato la quadra, e giustificata con il fatto di essere arrivati troppo a ridosso delle elezioni. Almeno ufficialmente.
CAVALLARI. «Primarie? No grazie. Leggo sulla stampa, ad elezioni ormai prossime, che si sarebbe riaperto il fronte delle primarie, da svolgersi esclusivamente tra me e Gianguido D’Alberto, come competizione tra candidati civici e, quindi, senza coinvolgimento dei partiti e di altre forze». Così Cavallari in un lungo comunicato stampa. E ancora: «Credo sinceramente che una competizione esclusiva tra noi due, certamente animati dallo stesso spirito nel nostro impegno per la città, sia francamente, allo stato, inutile e disorientante. Altro sarebbe stato se queste primarie fossero state organizzate per tempo, da una coalizione più ampia». Poi l'invito a D'Alberto a fare un passo indietro e a convergere sulla sua candidatura. «È finito il tempo del politichese, è ora di parlare di azioni, di programmi, di confrontarsi sul territorio con idee credibili e sostenibili. Io sabato presenterò il mio progetto, sono aperto al confronto con chiunque e sono pronto ad accogliere con me tutti coloro che sposeranno il nostro programma che punta ad una forte azione per un profondo rinnovamento dell’amministrazione comunale. Per questo rivolgo un appello a D’Alberto chiedendogli di convergere senza ulteriori indugi sulla mia candidatura che, sempre più convintamente, porto avanti anche alla luce dei risultati (tenuti segreti, ma non troppo) di un sondaggio che mi vedrebbe candidato sindaco decisamente gradito ai teramani». Nel sondaggio, commissionato dal Pd, Cavallari sarebbe davanti a D’Alberto.
IL PD. Una mossa, quella di Cavallari, che mette in imbarazzo il Pd, i cui dirigenti ieri pomeriggio non hanno mai risposto al telefono. Ad esclusione del segretario provinciale Gabriele Minosse: «Adesso valuteremo la situazione e il da farsi», si è limitato a dire. Nessun commento, a caldo, nemmeno da Gianguido D'Alberto, che martedì sera aveva detto sì alle primarie sottolineando come la decisione fosse stata assunta insieme alla coalizione civica che lo sostiene per scongiurare «il pericolo di riconsegnare la città di Teramo a quelle forze politiche ed amministrative che hanno dimostrato in questi anni la loro insipienza e incapacità di governo». L'unica certezza è che la mossa di Cavallari ha di fatto reso impossibile una candidatura unitaria di centrosinistra e messo ancora più in difficoltà il Pd.
RABBUFFO. A perdere pezzi, intanto, è anche Alleanza Civica. L'ex vice sindaco di centrodestra Berardo Rabbuffo ieri, poco prima che Cavallari mettesse una pietra tombale sulle primarie, ha annunciato la sua volontà di tirarsi indietro, deciso a non fare più alcuna lista. A demotivare il presidente di Libera Teramo proprio la decisione di Alleanza Civica di dire sì alle primarie, considerate come un mero scontro interno ad un'area di centrosinistra che nulla avrebbe a che fare con un vero progetto civico di rinnovamento.«Alleanza Civica, per noi, avrebbe dovuto rappresentare una sintesi politica tra diverse anime e orientamenti, con l'obiettivo di essere un'alternativa credibile», commenta Rabbuffo, «purtroppo questo ambizioso progetto, con l'adesione alle primarie, perde ogni carica di rinnovamento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA