Cavallari sceglie la via dell’opposizione

Lettera aperta a D’Alberto: «Non hai voluto l’apparentamento, rifiuto le tue proposte per l’ assessorato o un incarico»
TERAMO. «Rivendico con convinzione l'intento di sedere tra i banchi dell'opposizione». Con queste parole Giovanni Cavallari mette un punto fermo sul suo futuro immediato in consiglio comunale. Dopo lo scambio di complimenti con il candidato sindaco Giandonato Morra e l’ipotesi di un apparentamento che gli avrebbe riservato un ruolo di primo piano nella eventuale nuova giunta di centrodestra, il fondatore e guida della lista civica “Bella Teramo” chiarisce le sue intenzioni. Lo fa in una lettera aperta indirizzata a Gianguido D’Alberto, in corsa per il centrosinistra nel ballottaggio di domenica per la fascia tricolore, dai toni particolarmente polemici nei confronti dell’ex compagno di partito e di gruppo consiliare ai tempi del Pd.
«Rifiuto la tua proposta di compravendita», sottolinea Cavallari rivolgendosi al candidato sindaco che tra quattro giorni si giocherà con Morra il seggio più prestigioso in consiglio comunale. A D’Alberto il futuro consigliere di “Bella Teramo” ricorda l’esperienza condivisa. «Caro Gianguido, il percorso che ci ha visto crescere politicamente insieme nei lunghi anni d'opposizione dovrebbe averti insegnato che non sono il tipo di persona disposta a vendersi», afferma, «che non sono l’uomo che china la testa per assecondare i voleri di chi, da non molto lontano, decide ancora le sorti della mia amata città». Cavallari ribadisce, dunque, di respingere «categoricamente anche le tue proposte, comprese quelle che mi vedevano futuro assessore o membro di rilevo in enti teramani». Per lui l’unico accordo possibile alla luce del sole sarebbe stato l’apparentamento che avrebbe fatto entrare ufficialmente “Bella Teramo” nei ranghi della maggioranza, sebbene a scapito di altre liste che hanno appoggiato D’Alberto già al primo turno. «Invece caro Gianguido da te direttamente, e tramite i contatti delle tue seconde linee che hanno provato ad avvicinare me o i miei candidati», rivela Cavallari, «sono arrivate esclusivamente proposte per accordi politici, quelli offensivi alla mia persona ma soprattutto verso tutti coloro che con il loro voto hanno deciso di appoggiare e sostenere un vero progetto di cambiamento». L’ex aspirante primo cittadino conferma che lascia libertà di voto ai propri elettori per domenica, ma le sue affermazione non vanno giù a D’Alberto. «La mia unica proposta era stata quella di sederci ad un tavolo, confrontarci su temi e progetti, e partire da un accordo programmatico per avviare un progetto politico comune in vista del ballottaggio», tiene a precisare, «la sua risposta è stata che si sarebbe seduto solo a fronte di un apparentamento, che al primo turno tutti i candidati sindaco avevano escluso, e quindi di una mera cessione di poltrone, tenendosi libero in ogni caso di valutare allettanti proposte politiche che gli erano state avanzate dal centrodestra». L’aspirante primo cittadino di alleanza civica e Pd comunque non intende alimentare la polemica con Cavallari. «L’avversario che il 10 giugno ci ha consegnato non è lui ma il candidato sindaco di quel centrodestra teramano che oggi si ripropone ad amministrare con gli stessi protagonisti», osserva, «questa città, negli ultimi anni, è stata logorata dai conflitti interni alle varie forze politiche e coalizioni e merita di meglio». D’Alberto vuole, insomma, «che si parli di temi, che vengano date soluzioni concrete ai problemi quotidiani dei cittadini, dalle barriere architettoniche ai servizi alla persona, che se ne rilanci la vocazione culturale e commerciale, che se ne valorizzino gli istituti di ricerca a partire dall’università».
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