Cavallari vuol tornare in campo ma non si candiderà con il Pd

Cominciate le grandi manovre per il dopo Brucchi, nel centrosinistra il duo D’Alberto-Di Pasquale dovrà guardarsi dall’ex capogruppo. Sulla sponda opposta Gatti avrebbe un candidato «di ferro»
TERAMO. I maldipancia del dopo-verifica hanno avuto l’effetto di riaccendere l’attivismo di entrambi gli schieramenti, alla ricerca di un candidato sindaco da lanciare nella competizione qualora si arrivasse a elezioni anticipate. Brucchi – almeno a parole – confida nella scadenza naturale del mandato e nella lealtà della sua maggioranza, ma i movimenti e le consultazioni per verificare le disponibilità di nuovi candidati sono iniziati.
È così per il Partito democratico, dove sta iniziando a scaldare i motori Gianguido D’Alberto che, dopo una seconda consiliatura che finora lo ha visto molto attivo in qualità di capogruppo, sarebbe pronto a proporsi alla città. Indiscrezioni vogliono che anche Manola Di Pasquale, di indole affatto rinunciataria e irrobustita dalla fiducia del governatore Luciano D’Alfonso che l’ha nominata di recente alla guida del cda dell’Izs, potrebbe non disdegnare l’idea di scendere nuovamente in campo. Il tutto passerà, com’è consuetudine all’interno del partito, per le primarie del centrosinistra, ma c’è una variabile con cui anche i candidati del Pd teramano dovranno fare i conti. Ci sarebbe un altro candidato pronto a scendere in campo per il centrosinistra per la poltrona di sindaco, ma che con il Pd teramano ha più di un conto in sospeso. Dopo una consiliatura di “riflessione” è pronto a tornare nell’arena politica Giovanni Cavallari, ex capogruppo del Pd. Cavallari, che rinunciò alla candidatura a sindaco per mancanza di compattezza sul suo nome all’interno del partito, si chiuse la porta del Pd alle spalle dimettendosi in anticipo anche dal ruolo di capogruppo in consiglio comunale. E difatti la sua candidatura non sarebbe “targata” Pd, perlomeno non quello ufficiale, ma si proporrebbe con uno schieramento di natura civica. Sarà interessante capire se in questo scenario il capogruppo del Pd regionale Sandro Mariani (che è uomo di riferimento del boss provinciale del partito Tommaso Ginoble, e che con il Pd cittadino non ha rapporti idilliaci) rimarrà alla finestra oppure prenderà posizione, e per chi.
Anche il centrodestra, che pure vuole evitare l’approdo a elezioni anticipate, non si farà trovare impreparato. Brucchi è a metà mandato, non può essere rieletto e un candidato che ne raccolga l’eredità bisognerà comunque trovarlo. Difficile che il deputato e boss locale di Ncd Paolo Tancredi possa caldeggiare la candidatura a sindaco di Dodo Di Sabatino dopo lo “sgarbo” dello scippo del consigliere Alberto Covelli. Tancredi è consapevole che con l'appoggio a Di Sabatino spaccherebbe il partito e perderebbe Giorgio D’Ignazio, a cui pure non dispiacerebbe fare il sindaco. Paolo Gatti, pur confidando di arrivare alla conclusione naturale del Brucchi bis, ha già un candidato definito “di ferro”: a quanto pare giovane, dalla bella professionalità, una persona nota ma che ha intenzione di blindare fino al momento opportuno.
Marianna De Troia
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