Ceci: «Vicini agli inquilini ma nel rispetto delle leggi»

La presidente dell’Ater sui danni segnalati negli alloggi: «All’inizio dei lavori assegnatari e impresa hanno sottoscritto dei verbali sulla gestione del mobilio»
TERAMO. «Siamo dalla parte degli inquilini, faremo ogni possibile azione perché possano _ nel rispetto della legge _ essere garantiti i loro diritti. Il nostro impegno, del resto, è sempre stato quello di garantire agli assegnatari case sicure in cui vivere. In via Adamoli, pur tra mille difficoltà e nel quadro di una ricostruzione che vede l'azienda impegnata su decine di immobili diversi, provvederemo all'attenta verifica di ogni segnalazione ricevuta perché si possano adottare tutte le soluzioni previste». Così la presidente dell’Ater di Teramo, Maria Ceci, sullo spinoso caso del palazzo di via Adamoli 48 a Colleatterrato, il primo grande edificio popolare di Teramo capoluogo nel quale sono stati completati i lavori di riparazione post-sisma. Le 32 famiglie assegnatarie, quando hanno riavuto le chiavi, hanno riscontrato danni all’interno dei loro alloggi, in particolare al mobilio: per ora non intendono rientrare e chiedono un ristoro dei danni.
Ceci prosegue: «A seguito della segnalata presenza di danni al mobilio riscontrati dagli assegnatari di via Adamoli, l'Ater ha immediatamente avviato un'azione di verifica al primario scopo di garantire il rispetto dei diritti di ogni assegnatario. La verifica ovviamente si svolgerà nel rispetto di tutte le procedure di legge e del rapporto intercorso tra i singoli assegnatari e l'impresa che ha eseguito i lavori con la sottoscrizione di un verbale all'inizio dei lavori stessi. Va infatti ricordato come all'avvio del cantiere molti degli occupanti gli alloggi non abbiano avuto la possibilità di ricoverare in luogo diverso il mobilio, quindi l'impresa si è trovata nella necessità, per effettuare i lavori, di movimentarlo. Per quanto possibile la stessa impresa ha provveduto alla sistemazione del mobilio al centro degli ambienti, provvedendo alla sua copertura con teli idonei. È chiaro che nello svolgersi di un'attività così significativa sulle strutture dell'edificio non può escludersi la fatalità del danno e, in considerazione di tale eventualità, l'Ater ha richiesto ai singoli inquilini una dettagliata relazione. Va anche ricordato che nelle interlocuzioni tra impresa e assegnatari non sono mancati inquilini che avevano espresso l'intenzione di smaltire il mobilio a fine lavori e per questo avevano deciso di non trasferirlo altrove».
La presidente Ater, insomma, fa capire che su questi danni ai mobili ci saranno da fare verifiche attente e caso per caso. Quanto agli altri danni segnalati dagli inquilini, Ceci fa notare: «Durante la fase di cantiere nell’edificio ci sono anche stati atti vandalici. Ce li ha segnalati l'impresa, che però non ha fatto le denunce alle forze dell’ordine». La presidente conclude: «In caso emergessero imperfezioni dei lavori realizzati, non dovrà intervenire l'Ater ma l’impresa. Di certo c’è che è stato svolto giorni fa un sopralluogo con il collaudatore e c'è l'ok al collaudo, e che il direttore dei lavori ha scritto nella sua relazione finale che l'esecuzione delle opere si è svolta con regolarità, nel rispetto del capitolato di appalto e senza incidenti».
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