Cellinese presidente Di Gialluca resta nel consiglio del club

30 Aprile 2017

Il vincitore rivolge il primo messaggio al predecessore «La competizione è finita, adesso lavoriamo insieme»

TERAMO. Cambio di marcia all'Aci Teramo: il nuovo presidente è Carmine Cellinese. Le elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo, dopo una campagna elettorale dai toni spesso molto accesi, hanno decretato, con 569 voti, la vittoria del medico presidente del Club Automoto storiche e della lista numero due. L'esperienza in Aci dell'avvocato Vincenzo Di Gialluca tuttavia non termina qui: il presidente uscente è comunque rientrato nel consiglio direttivo con 493 preferenze. Insieme a lui è stato nominato il candidato delle liste speciali Vincenzo Cipolletti. Sono invece tutti della seconda lista i restanti eletti del consiglio direttivo e del collegio dei revisori dei conti: oltre a Cellinese e Di Gialluca infatti faranno parte del primo organo, composto da quattro membri, Pasquale Colleluori e Cleto Pallini, e del secondo Claudio Broccolini e Francesco Di Timoteo. Lo spoglio delle schede, che si è chiuso a notte inoltrata, ha provocato tuttavia qualche perplessità per i criteri differenti utilizzati nei seggi di Giulianova e Teramo, dando nei primi la priorità ai voti di lista, nei secondi a quelli di preferenza. Soddisfatto Cellinese che ha così commentato il risultato: «È stata una vittoria di squadra, mi dispiace solo che non tutti i componenti della seconda lista siano rientrati». Il neo presidente ha esposto quindi le priorità del suo mandato: «Predisporremo tre commissioni: storico-culturale, sportiva e commerciale. Ci sono infatti 36 attività che ruotano intorno all'Aci, fino ad oggi prive di un piano commerciale univoco, e ben 7 distributori dove il prezzo del carburante è forse tra i più alti. Affinché il prezzo scenda incentiveremo i soci a utilizzare i nostri impianti con alcune convenzioni da stipulare con le attività commerciali della provincia, così da farci anche promotori della rinascita economica del territorio. Crediamo inoltre che la sede storica, nel cuore della città, debba essere aperta ai soci e ai cittadini. Non può limitarsi a essere solo un luogo di riscossione di bolli e di piccoli servizi come i passaggi di proprietà. Abbiamo intenzione di organizzarci periodicamente degli incontri per confrontarci su temi culturali e d'attualità. E poi vorremmo aumentare la formazione nelle scuole raggiungendo decisamente più studenti. Che l'Aci Teramo sia solido economicamente non è poi una cosa eccezionale, deve essere la regola, ma i soldi messi da parte devono essere reinvestiti, così da tornare a dare una maggiore visibilità a questo club fondato nel 1921 e terzo in Italia dopo quelli di Roma e Milano». E al presidente uscente dice: «La competizione è terminata, ora bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare insieme».
Emanuela Michini
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