Cena al buio per capire che significa non vedere
TERAMO. Mangiare al buio, utilizzare posate e bicchieri a tentoni per capire che cosa significa non vedere. Si è svolta mercoledì scorso al ristornate Strabacco al prima “Cena al buio”, organizzata...
TERAMO. Mangiare al buio, utilizzare posate e bicchieri a tentoni per capire che cosa significa non vedere. Si è svolta mercoledì scorso al ristornate Strabacco al prima “Cena al buio”, organizzata dall'ordine delle professioni infermieristiche della provincia di Teramo, in collaborazione con l'Unione italiana ciechi e ipovedenti e la Società Asd Teramo Non Vedenti.
«La cena, come nella migliore tradizione del genere, si è svolta totalmente al buio per mettere tutti sullo stesso piano, vedenti e non, in modo da ridurre le distanze (psicologiche e relazionali) da chi non possiede il bene prezioso della vista», si legge in una nota degli organizzatori, «i numerosi partecipanti hanno avuto modo di vivere per una sera le esperienze e la quotidianità delle persone che non vedono ma che, proprio a causa di questa condizione, hanno potenziato altri sensi. La finalità dell’ordine degli infermieri teramano è stata quella di avvicinare empaticamente le persone intervenute ai portatrici di una disabilità visiva. In questo modo l’ordine professionale ha ottemperato ancora una volta alla sua missione: essere al servizio e sempre al fianco dei cittadini».
La serata, fortemente voluta dal direttivo dell’Opi ed in particolare dal consigliere Francesco Visciotti che si è speso molto nell’organizzazione, ha avuto anche una finalità benefica: il ricavato sarà devoluto all’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Teramo e all’Asd Teramo Non Vedenti.

