Cena in cabinovia per consacrare il rilancio dei Prati

Prorogata per otto mesi la gestione degli impianti a Finori Di Bonaventura: «A breve le manutenzioni a Prato Selva»
TERAMO. La sinergia tra pubblico e privato e la rinnovata collaborazione tra gli operatori hanno gettato le basi per il rilancio di Prati di Tivo. A testimoniarlo sono le numerose iniziative degli ultimi tempi, prima fra tutti la “cena sospesa” in cabinovia presentata ieri mattina in Provincia e resa possibile grazie alla cooperazione tra la Gran Sasso Teramano, il gestore degli impianti Marco Finori e gli imprenditori locali Antonio Riccioni, gestore della Bottega del Parco e del bar Prati di Tivo, ed Erminio Di Ludovico della Siget. «È la cena nel ristorante più panoramico d’Abruzzo», ha detto Riccioni, «siamo fra i pochi luoghi dove è possibile fare un’esperienza di questo tipo ed è la dimostrazione che l’aspetto più importante per rivitalizzare la nostra zona montana sono le idee e la collaborazione». Quattro le date previste per la “cena sospesa”. Si parte il 3 agosto alle 20.30, con 70 posti disponibili: 4 a cabina. A bordo, con l’impianto che procederà a velocità rallentata, si potranno gustare l’antipasto, il primo e il secondo. Un pasto ad ogni giro con il caffè e il dolce serviti a duemila metri, alla Madonnina, dove è previsto uno spettacolo di “vision art” e musica. Il costo della cena, tutto compreso, sarà di 50 euro, con uno sconto per gli alberghi e i campeggi. Le altre tre cene si svolgeranno il 10, il 24 e il 31 agosto.
LAVORI IN CORSO. La conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa è stata anche l’occasione per fare il punto sui lavori di manutenzione avviati dalla Provincia. «Come promesso è stata fatta la gara e la ditta ha iniziato a fare i lavori di manutenzione straordinaria sugli impianti di Prati di Tivo», ha sottolineato il presidente Diego Di Bonaventura, «che dovrebbero concludersi a settembre. Nel frattempo stiamo avviando le procedure per avviare le opere di manutenzione anche per gli impianti di Prato Selva. L’obiettivo è quello di garantire che tutti gli impianti siano pronti per l’avvio della stagione invernale. Sembrava una cosa impossibile ma se ci si lavora con capacità, competenza e passione i risultati arrivano». La Provincia, inoltre, grazie ai fondi regionali, sta lavorando a un progetto per la riapertura della strada di Intermesoli, considerata «un’infrastruttura strategica».
IL FUTURO DELLA GRAN SASSO TERAMANO. Il futuro degli impianti è strettamente connesso con quello della Gran Sasso Teramano, il cui liquidatore Gabriele Di Natale ieri ha annunciato anche di aver fatto recuperare 5 degli 8 cannoni sparaneve che giacevano da tempo in abbandono in un deposito a Montorio. Nei giorni scorsi l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio di liquidazione e ieri, per garantire la continuità del servizio, ha approvato una proroga di otto mesi del contratto di affitto a Finori. «Ci potrebbe essere la possibilità, con un asset economico che ancora stiamo cercando di definire, di far rientrare la società in bonis, trasformarla in srl e andare avanti con una nuova compagine sociale», ha detto Di Natale, «ma finchè ciò non accade dobbiamo andare avanti con la liquidazione e settembre usciremo con un bando di gara per la vendita degli impianti».
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