Cenoni in casa, prezzi del pesce alle stelle

Aumenta la domanda familiare, nell’ultima asta del 2021 gli scampi schizzano a 105 euro al chilo
GIULIANOVA. All’antivigilia di Capodanno tutto lasciava supporre che i prezzi all’ingrosso del mercato ittico avrebbero subito una comprensibile frenata complici anche il dilagare dei contagi da Covid, le restrizioni imposte a livello sanitario e le forzate rinunce ricevute dai locali. Lo scorso 31 dicembre però si è verificato un fatto inaspettato attorno all’asta giuliese. Di fronte a una platea di 24 acquirenti, lo scampo di prima scelta è stato quotato 105 euro al chilogrammo (prezzo all’ingrosso senza Iva) e quasi tutte le qualità hanno subito un’impennata di una certa consistenza. Secondo alcuni avrebbe inciso sensibilmente l’aumentato consumo domestico, che ha sostituito quello dei locali. Le mazzancolle sono state vendute a 31 euro al chilo. A seguire rana pescatrice (28 euro), calamari e cicale di mare (25 euro), sogliole (23 euro), seppie (21 euro), gamberi rosa (19 euro), polpi di scoglio (15 euro), merluzzi (7 euro), triglie e frittura (5 euro). Complessivamente sono state trattate 308 casse di pesce per un totale di 1.003 chilogrammi.
Della particolare seduta d’asta di fine anno parla il direttore del mercato ittico, Gino Gervasini, che commenta: «C’è stato un inaspettato colpo di coda determinato dalla forte domanda dei privati. Con tanti ristoranti che hanno rinunciato a organizzare il cenone, l’unica possibilità per consumare pesce rimaneva quella dell’ambito familiare. Le persone si sono attrezzate e così le somme che dovevano affluire nelle casse dei locali sono state investite nella qualità del pesce portato a tavola. È stata una sorpresa anche per diversi commercianti che hanno avuto prenotazioni addirittura poche ore prima dell’asta. In qualche modo», conclude Gervasini, «il problema dei contagi ha portato disorientamento un po' dappertutto». (al. al.)
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