Censimento delle aree bianche Vannucci: il problema va risolto

15 Agosto 2019

ROSETO. «Nei primi giorni di settembre dovrebbe concludersi la ricognizione delle aree bianche sul territorio». A dirlo è l’assessore all’urbanistica Orazio Vannucci, che nello scorso consiglio...

ROSETO. «Nei primi giorni di settembre dovrebbe concludersi la ricognizione delle aree bianche sul territorio». A dirlo è l’assessore all’urbanistica Orazio Vannucci, che nello scorso consiglio comunale intervenne nel dibattito tra maggioranza e opposizione sull’annoso problema, per l’ente, dei cosiddetti “vincoli decaduti”, ossia quelle aree bianche prive di destinazione urbanistica.
Ci sono infatti diverse cause in essere (alcune già concluse con il Comune costretto a pagare) che costringerebbero l’amministrazione di Roseto a risarcire i proprietari delle aree bianche per diverse migliaia di euro. Alcune cause sono in corso, per esempio quella riguardante il parcheggio D’Annunzio, recentemente riaperto, perché anch’esso è un’area bianca. Una situazione che l’ente non può permettersi, ed è per questo che l’attuale amministrazione ha deciso di dare un’accelerata per risolvere il problema. «Da un mese gli uffici stanno lavorando», precisa Vannucci, «e hanno ripreso il lavoro del professor Nigro sulla variante la piano regolatore, lavoro pagato ma non utilizzato. C’era da fare un aggiornamento delle aree bianche». Dopo questa ricognizione sarà nominato dal Comune un consulente legale, che darà un parere su quali siano realmente quelle aree con i vincoli decaduti. «Su alcune zone ci sono dei dubbi», spiega Vannucci, «ossia se siano a vincolo espropriativo o conformativo. Alcune di queste aree, infatti, potrebbero avere già dei vincoli».
Una mossa anticipatoria rispetto alla variante del piano regolatore, per la quale è stato affidato, sulla carta, l’incarico dalla stazione unica appaltante della Provincia, incarico che dovrebbe essere ratificato subito dopo Ferragosto. «E’ un altro aspetto importante», aggiunge Vannucci, «ed è chiaro che il Comune deve accompagnare un percorso di crescita, senza compromettere la tutela di quelle zone. Quindi ben vengano progetti di sviluppo, ma questi vanno inquadrati nell’ottica di un piano complessivo di salvaguardia del territorio, e con il presupposto che ogni intervento va compensato con altri di pubblica utilità. In sintesi è il Comune che deve avere il pallino in mano e guidare i percorsi di urbanizzazione, salvaguardando il consumo del suolo per evitare l’insorgere di precedenti pericolosi». (l.v.)
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