Centinaia di fedeli al corteo notturno della Desolata

Nel pomeriggio l’affollata processione del Cristo Morto L’invito del vescovo «alla riflessione e al silenzio»
TERAMO. Anche quest’anno sono stati centinaia i teramani che non hanno voluto mancare all’appuntamento notturno con il rito pasquale forse più sentito in città, quello della processione della Desolata, la prima delle due che tradizionalmente si svolgono in città nella giornata del venerdì santo. Il rito della Desolata rievoca la ricerca della madre angosciata per il figlio condannato a morte; questa ricerca avviene per sette chiese di Teramo, che rappresentano anche i sette dolori di Maria. La processione, iniziata dalla cattedrale, è partita alle 4 in punto, ben prima dell’alba, a notte ancora fonda, guidata dal vescovo Lorenzo Leuzzi. Il simulacro della Madonna, portato in spalla dai componenti della confraternita dei Cinturati, ha percorso le vie principali del centro storico seguito dal silente corteo dei fedeli con una partecipazione e un raccoglimento sottolineati dallo stesso vescovo. La processione è andata avanti per oltre due ore accompagnata dal sorgere del sole, fino a quando, poco prima delle 7, la statua ha fatto ritorno nel duomo.
Molti più fedeli, naturalmente, hanno partecipato nel pomeriggio alla processione del Cristo Morto, guidata anche questa dal vescovo. Una processione più “scenografica”, come da tradizione, accompagnata dalle note della banda che ha eseguito il Miserere. Il corteo, del quale facevano parte anche le autorità cittadine, tra cui il sindaco Gianguido D’Alberto e il prefetto Graziella Patrizi, ha percorso le vie del centro tra due ali di folla. La processione si è conclusa in piazza Martiri con le parole del vescovo che, tra le altre considerazioni, ha invitato i fedeli «alla riflessione e al silenzio in attesa dell’annuncio della resurrezione».

